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giovedì 27 agosto 2015 09:30:00

È la Rabobank, banca olandese specializzata in agricoltura, a pubblicare questa notizia che scaturisce dall’analisi di un analista del settore. Dopo anni di purgatorio, relegata a bevanda simbolo di quelle zone in cui mancava la vigna e non c’era un occhio di riguardo per la produzione della birra, il Sidro negli ultimi dieci anni s’è rivoluzionato, spogliandosi di quell’abito un po’ vetusto e ruspante ed è andato incontro ai consumatori. S’è creato un appeal alternativo alla birra, con cui ha affinità di alcool e di destinazioni di beva ed è arrivato a lambire il margine dei mercati che contano. S’è iniziato a raccontarsi, s’è impreziosito nel packaging e ha cavalcato l’onda del bio.

Ancora non è entrato in rotta di collisione con il vino poiché i margini di crescita non hanno intaccato le percentuali nel nettare di Bacco (che è in discesa autonoma: -1% nel 2014), però secondo Rabobank accadrà, e cita le performance del Sidro in Nord America, Australia, Nuova Zelanda e Australia, nonché in Europa Occidentale. L’allarme che Rabobank lancia è anche ai produttori di vino, perché il Sidro può incunearsi in quella ricerca di nuovo, di nuovi gusti e sapori delle nazioni non abituate saldamente al vino.

Alcuni analisti pro-vino non sembrano aver preso molto sul serio questo avvertimento a lungo termine. Essi insistono che il Sidro non ha le potenzialità di base per staccare il consumatore dal vino, rischia di più la birra, quella del mercato di massa, tutta carica di frizzante e niente più. Il Sidro è fatto con le mele. In Francia, Normandia e Bretagna, è alquanto popolare, in Italia le mele fermentate non hanno mai sfondato. Ha avuto più successo il film “Il tempo delle mele”, ma non parlava di sidro. Forse è giunto il momento del “Tempo delle mele 4”? Si vedrà tra qualche anno, Rabobank permettendo!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)