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venerdì 19 ottobre 2012 09:45:00

L’agenzia Sopexa accompagna da 50 anni i protagonisti del settore agroalimentare della Francia nel loro sviluppo sui mercati nazionali (interni) e internazionali.
Ogni anno pubblica un’analisi sul commercio internazionale del vino fermo, per fare questo sottopone un questionario ai distributori sparsi nel mondo. Quest’anno hanno risposto 1.300 società di 12 diverse nazioni, che corrispondono al 70% del mercato.
Il dato generale indica che il 57% dei distributori sono ottimisti sull’evoluzione positiva delle loro vendite, lo scorso anno erano il 67%, quindi c’è una contrazione di ottimismo.
Tra le nazioni che esprimono ottimismo troviamo al primo posto il Giappone seguito dalla Russia. Ritengono invece che la situazione resti stabile la Germania e Hongkong. Sono decisamente meno ottimisti la Svizzera, la Danimarca, il Belgio, il Canada e la Cina. L’Inghilterra non è facile da decifrare, però l’analisi evidenzierebbe un orientamento verso un cauto ottimismo, soprattutto nel segmento del vino di primo prezzo.
La Sopexa analizza anche il rapporto Francia-Italia. L’Italia sembra soffrire meno la situazione rispetto ai cugini francesi. Per l’Italia l’anticipazione del probabile incremento di vendita marca un 54%, mentre la Francia staziona intorno al 49%: lo scorso anno, 2011, erano entrambe attestate al 59%.  [Si ribadisce che si tratta di intenzionalità, non di certezze. Ndr]
Il mercato Inglese è quello in cui si verificherà il maggior distacco tra Francia e Italia, infatti il 68% degli intervistati prevede un aumento delle vendite italiane, mentre la previsione per la Francia si ferma al 55%. Sempre secondo Sopexa, i vini italiani riusciranno a mantenere le loro posizioni in Cina e a Hongkong, mentre la Francia potrebbe soffrire alcune flessioni. Pur trattandosi di anticipazioni (tipo intenzioni di acquisto), il dato saliente è che la concorrenza alla Francia si fa più aggressiva, questo non pone però l’Italia in una situazione di tranquillità, perché le eventuali perdite di posizione della Francia non saranno ad appannaggio del vino italiano.
Un altro segnale interessante è che i vini più ricercati sono ancora quelli da monovitigno, che indicano in etichetta chiaramente l’uva. La crisi in atto ridà un po’ di valore ai vini da primo prezzo, che sorpassano gli AOP/DOP e IGP, infine la progressione contabilizzata negli anni 2010 e 2011 per i vini “bio” ha subito una brusca battura d’arresto.
Questo è il report di Cécile Bassot, direttore generale Sopexa, e di François Collache, direttore della filiera vini della Sopexa. I dati sono da considerarsi molto ballerini, però enunciati dai competitor forse un fondo di verità possono trascinarselo dietro.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)