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mercoledì 4 settembre 2013 12:00:00

Un’azienda che traffica con il vino, la Cobevco, ha prodotto un nuovo studio sulle usanze dell’assunzione di un ottimo “glass of wine”.

Mentre i sommelier vacanzieri, bighellonavano in lungo e in largo per il pianeta, con o senza vino, mentre molti altri si giocavano scampoli di professionalità nell’esaudire le stranezze enologiche di qualche eccentrico cliente, che magari diceva loro di gradire lo Chablis, però non sopporta l’uva Chardonnay. Mentre accadeva tutto questo, qualcuno ha sentito l’esigenza di analizzare lo stile del bere degli anglosassoni in quel del comprensorio di Manchester.

Come tutti sappiamo la settimana è formata da  sette giorni, che occupiamo a convincerci, ogni lunedì mattina, che ce la possiamo fare ad arrivare al week-end successivo.

Durante questo flusso mentale settimanale c’è, talvolta, uno spazio consapevole anche per un bicchierozzo di vino.

Domanda: qual è il giorno della settimana in cui iniziate a degustare/sorbire il vino? Gli inglesi, come saprete, sono ricettivi nei confronti delle indagini statistiche e di quelle di mercato, e spessissimo ci azzeccano, basta pensare agli exit-polls nelle votazioni. Di certo ciò dipende da due fattori: il primo che fanno bene i calcoli e scelgono bene i campioni da esaminare, il secondo che forse sono meno bugiardi di altri popoli europei.

Di norma gli inglesi lasciano il lunedì e il martedì al recupero della sobrietà che potrebbe aver ricevuto qualche scossone etilico nel dittico friday-saturday e talvolta con un sunday brunch estemporaneo.

Per cui quando si riparte con un po’ di vino? Ebbene lo studio ha evidenziato che il giorno della ripartenza è il mercoledì, e più precisamente alle ore 6,53 pm per gli uomini e alle ore 7,07 pm per le donne; ci mettono più tempo a togliersi le scarpe a spillo e massaggiarsi un po’ i piedi.

Ciò spesso avviene a casa, come momento di mid-relax settimanale; anzi il 76% evita di sorbire l’eno-liquido al pub. Per molti diventa il primo pizzico di escape from the work, anticipatore del binomio venerdì out of office, piuttosto che del sabato post shopping.

Interessante è anche il dato che rivela con chi viene condiviso quel toast: il 55% con il proprio partner, il 25% in solitario, il restante 20% everywhere.

Questo primo punto di vino è accompagnato dal pasto nel 50% dei casi, per il 15% da uno snack e il 35% l’apprezza in purezza.

Per quanto riguarda la tipologia enologica, il 37% va per il rosso, il 36% per il bianco, il rosato è al 20%, gli sparkling al 6%, l’1% si dedica al low alcohol wine e un altro 1% resta nell’indistinto.

La spiegazione di questa scelta  domestica, con la dominanza di vino fermo, è dettata dal fatto che il vino avanzato deve restare intatto fino al giorno successivo (giovedì), o anche al venerdì, cosa che potrebbe non accadere al meglio per uno sparkling.

Infine si passa ai bicchieri di vino bevuti in una settimana, ebbene sono 3 bicchieri e mezzo, quindi 437 millilitri di vino.

Noi abbiamo provato a fare queste domande a qualche sommelier di passaggio in sede, ma le risposte non sembrano validamente apprezzabili in termini di veridicità, secondo noi hanno voluto esagerare, o non capivano la differenza tra week e day: infatti non abbiamo creduto che fossero 3 bicchieri e mezzo al giorno,  proprio no!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)