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mercoledì 26 agosto 2015 15:00:00

Siamo in quella striscia d’Italia che fonde la sua storicità in una cultura aristocraticamente nobile e arcaica, germe italico d’una purezza primordiale, un popolo (i Bruzi o Brettii) pieno di uno spirito libero e ribelle (da cui sembra derivi il nome: brettii… i ribelli). Nel Cosentino, in quel territorio che Appio Claudio chiamò Consentia urbs magna Bruttiorum, la famiglia Solano ha riacceso i fuochi di un sentimento vitivinicolo “Magna Grecia”, mirato a rinverdire i fasti dell’aglianico (vitigno) nel suo giacimento storico. Poi i Solano si sono divertiti anche in altro, e questo ha suscitato molta curiosità, anche se inizialmente imperversava un nascosto scetticismo: hanno piantato il traminer aromatico.

Da Termeno a Cosenza ci sono 1147 km, e una differenza di somma termica (IW) sbalorditiva e non certo consona (forse troppo caldo) alla tradizione della coltivazione del traminer. Invece così non è, e i Solano ne hanno fatto un fiore all’occhiello della loro produzione. Il vigneti si trovano a Montegiordano (CS), l’azienda è la Tenuta del Castello.

Alias Traminer Calabria IGP 2014 (13% alcol) è raccolto con una maturazione tale da preservare tutte le sue peculiarità di aromaticità, c’è criomacerazione, pressatura soffice, poi ancora il freddo per la decantazione, segue la fermentazione (circa 20 giorni a 13-14 °C) e infine 2 mesi in bottiglia. Prima di giungervi ha toccato – chiaramente – solo acciaio.

Il colore è tutto un luccicare, terso di giallo paglierino. Solo un leggero brivido all’aroma di litchi ci indirizza (con sospetto) sul traminer, ben più simpatiche sono le fresche fragranze delle erbette aromatiche (basilico e un po’ di aneto), di pesca tabacchiera, e uno stupendo sentore di oliva verde che si stempera nella scorza di lime e limone. Finalmente un traminer non “ossessivo” in morbidezza, ha giusta sapidità, più che freschezza, quindi nulla di amaricante interviene a chiusura di gusto; ciò ne fa una persistenza aromatica medio lunga, ma molto più gradevole di quel retro aroma traminer che si deposita fino in gola e sembra indigeribile.

Una sorpresa, anzi una riconferma di questa sorpresa, per un traminer aromatico libero e ribelle dal suo sé, come i Bruzi, appunto!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)