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lunedì 22 febbraio 2016 11:30:00

Moscato? Una delle più affascinanti problematicità di quest’uva sta nelle sua poliedricità ampelografica, tanto che il plurale, moscati, diventa un obbligo: molte sono le varietà e altrettanti i soprannomi.

Alcuni esempi. Hanepoot, moscatel gordo, zibibbo, muscat ottonel, moscato di Canelli, muscat Bailey A.

Altri ne possiamo trovare, come il moscato rosa (che poi è rosso) in Alto Adige, ed è da questo nettare enoico che la nostra attenzione è stata attirata.

Siamo ad Appiano, nella frazione di Cornaiano, l’altitudine è di 305 metri, la pendenza della vigna non è scoscesa, i filari sono ben allineati con taglio Guyot, il terreno pulsa della sua origine morenica, e quindi ha anche limo e sabbia.

È giunto qua da est, dai Balcani, via terra, sradicato dalla madre Grecia per via della sua elegante aromaticità, del suo gusto dolce, del suo essere frutto da sorbire non necessariamente trasformato in vino; ma quelli erano altri giorni, adesso dà il meglio di sé come liquido dolcemente alcolico.

Il nostro interlocutore è il Moscato Rosa, vendemmia 2011, Abbazia di Novacella, Dop Südtiroler. Di solito l’uva è vendemmiata a fine ottobre, è lavorata in acciaio (per trattenere tutta l’aromaticità), sosta in vetro per circa 7-8 mesi prima di entrare nel circuito commerciale.

È il vino dell’immediatezza olfattiva, dell’essere floreale e fruttato all’unisono, del “moscateggiare” senza sopprimere gli altri preziosi sentori, che in questo 2011 sono strepitosamente erbacei, di rosmarino, di timo, di garrigue provenzale, poi di buccia d’arancia disidratata, di acino di moscato appassito, di noce moscata, un po’ di curry e dolce di marroni, e sciroppo di frutti di bosco, d’alchechengi e alchermes. Rubino nel colore, appena orlato di rosso chicco di melograno, spande in bocca una soavità addolcente di quasi amabile, con sapidità rinfrescante e lungo finale dall’equilibrante sensazione fresco/morbida.

Spesso cerchiamo novità nei vini a gusto dolce, rincorrendo i frutti di certe enologie chimeriche, dimenticandoci di ciò che è a noi più vicino, come il Moscato Rosa Alto Atesino, la cui versatilità d’abbinamento con i dessert è ampia: dalle crostate ai frutti di bosco ai semifreddi, dalle bavaresi alle tartellette con fragole e lamponi, dal cheese cake al clafoutis di ciliegie e, perché no, con i montanari castagnaccio e frittelle di farina dolce.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)