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venerdì 15 febbraio 2013 09:45:00

Siamo in Spagna, la patria dello Sherry, un modo di fare vino che ha fatto scuola; ma la Spagna è anche altro, e in questo essere altro l’uva Bobal è diventata un attore strategico per staccarsi da quelle linee molto standardizzanti che combinando Cabernet Sauvignon e affinamento in barrique nuove hanno proposto un gusto con molte affinità enologiche tra nazioni del nuove e del vecchio mondo enologico.

Il Bobal è qualcos’altro. È un vitigno, a bacca scura, che ha rischiato veramente di essere abbandonato dai viticoltori, soprattutto per la sua incapacità di maturare con una certa contemporaneità.

Il problema del Bobal, se di problema si tratta, è fondato su due questioni: le differenti  dimensioni della forma del grappolo sulla stessa pianta e differente periodo di maturazione dei grappoli, ancorché da un medesimo ceppo.

Tanto che si raggiunge anche il paradosso della maturità fenolica, nel senso che in una pianta un grappolo decisamente sovraccarico di acini si presenta al vignaiolo perfettamente maturo, mentre altri, anche di dimensioni più piccole, sono non maturi del tutto.

Per questo motivo il vitigno ha rischiato l’estinzione; poi si sono accorti che quando la maturazione dei frutti va per il meglio, e questo accade molto più frequentemente di qualche anno addietro, il vino che si ottiene è sublime, complesso ed elegantemente fruttato, di un frutto molto espressivo di saporitissima ciliegia, di mora di gelso, sembra un frullato servito ghiacciato e che disseta nella calura estiva. Il colore può essere anche molto intenso, ma il pH presente nel vino riesce a mantenerlo vivace e brillante, la veste brilla come fosse una buccia di ciliegia lucidata da poco. Poi è anche succoso e sapido al gusto, pieno di carattere, accattivante, con tannino “dulce”, seducente e seduttore nei palati più esigenti: forse perché in fin dei conti… semplice è bello!

Adesso gli ettari coltivati sono 100.000 e la zona più in vista è Utiel-Requena, nella provincia di Valencia, dove troviamo 115 Bodegas capaci di dare il meglio in questo vitigno.

Il Bobal (considerato autoctono) è usato in modo più che predominante, sono anche autorizzati il Tempranillo, la Garnacha, la Garnacha Tintorea, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Syrah, il Petit Verdot e il Cabernet Franc. A chiudere il blend c’è anche il Pinon Noir (sic!).

Gli Spagnoli presentano l’uva Bobal come un vero e proprio toccasana per la salute, la chiamano l’uva salutista, per via dell’alto contenuto di antiossidanti, di polifenoli dolci e di resveratrolo. Con il Bobal ci producono anche un succo molto concentrato, a detta di loro ricco di molti micro nutrienti e oligoelementi capaci di correggere alcune deficienze dell’organismo, ed è raccomandato anche per i bimbi (non è alcolico), oltre che per gli anziani e per gli sportivi.

Per quanto riguarda il vino, che per noi ha un maggior interesse viste le prossime fiere del vino, da Prowine a Vinitaly, da Vinexpo, passando per London Wine Fair, per chi capiterà in quei banchi di assaggio, ecco alcune Bodegas su cui volgere l’attenzione degustativa: Andrés Valiente, La Madronera, Bodegas Palmera, Torre Oria, Bodega Pedro Moreno 1940.

Comunque un occhio educato a valutare l’aspetto del vino può fare riferimento a due fattori fondamentali per scegliere quale Bobal (Utiel-Requena) degustare: colore concentrato nella tinta rosso ciliegia scuro e luccicanti riflessi nel bordo del disco del colore. Salud!

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)