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I vini più cari del mondo

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venerdì 3 agosto 2012 14:15:00

Wine-Searcher ha pubblicato il 3 agosto la classifica dei 50 vini più costosi del mondo, di italiani nemmeno l’ombra, così lo era anche nel 2011. Da una parte potremmo gioire per questo risultato, forse vuol dire che in Italia stiamo ancora con i piedi per terra; però potremmo anche sentirci ai margini di quell’eccellenza eno-monetaria che aleggia in quei mercati dove l’avvenire sembra essere accompagnato dalla marsigliese.
Il conteggio fa una media tra varie vendemmie, esclude certi prezzi molto alti e altri posizionati in basso e prende in considerazione i dati di oltre cinquanta siti che commercializzano worldwide.
Al primo posto spicca Henri Jayer Richebourg Grand Cru, prezzo medio USD 14.395, per una bottiglia da 750 ml.
Secondo posto per  Romanee Conti, prezzo medio USD  11.823; al terzo si posiziona Henri Jayer Cros Parantou, Vosne-Romanee, valutato USD 5.436.
Al quinto posto c’è Egon-Muller-Scharzhof Scharzhofberger Riesling TBA Mosel, prezzo medio USD 5.247.
Le prime 10 posizioni vedono la presenza di otto vini di Borgogna, uno della Germania e uno del Bordeaux: nel complesso sono 7 rossi e 3 bianchi. Il Pinot nero la fa da padrone e il Riesling insidia il nobile Chardonnay, ponendosi nel mezzo tra i Montrachet del Domaine Leflaive e del Domaine de la Romanee Conti. Il primo Champagne è il Clos d’Ambonnay di Krug, di altre Maison non ci sono tracce, anzi troviamo ancora Krug con il Clos du Mesnil (36°) e Collection (41°).
La sorpresa in tutto ciò è Henry Jayer che spodesta Romanee Conti, e qualcuno ha parlato di effetto morte, come nei pittori, perché da quando ha smesso di colorare il vino nel 2001 ed  è poi passato a miglior vita nel 2006, all’età di 84 anni, tutti passati a dialogare con il Pinot nero, i suoi vini sono diventati delle reliquie.
Poi c’è  la conferma. E cioè che il Pinot nero è diventato il vino degli Dei, la Côte D’Or passa dallo status di vigna a Boutique e potrebbe paragonarsi a una Place Vendome enologica.
Chi ha frequentato i corsi per sommelier si dovrebbe ricordare uno degli aneddoti più ricorrenti della Borgogna: «in Borgogna non ci sono grandi vini, ma grandi bottiglie … e quindi anche grandi fregature». Alla luce di tutto ciò ci farebbe molto piacere che qualcuno ci ricordasse il significato, perché in questo momento siamo alquanto basiti.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)

https://aisitalia.it/i-vini-piu-cari-del-mondo.aspx