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mercoledì 22 luglio 2015 16:30:00

Ogni anno, da 154 anni, la terza domenica di novembre all’Hospices de Beaune si tiene l’asta dei vini per il mantenimento dell’Hospices, che fu fondato nel XV secolo dal cancelliere del duca di Borgogna, Nicolas Rolin.

Si tratta di vini in barrique, le cui uve provengono da vigneti ben quotati nella Côte d’Or e il realizzo della vendita non va solo all’Hospices ma anche ad altro. Per esempio il Corton le Bressandes “président cuvée” ha fruttato, nel 2014, 220.000 euro, e parte di quell’introito è stato dirottato in Cambogia a favore di una scuola per bambine e anche a una fondazione per la ricerca sulle malattie genetiche. I vini, tutti in barrique, sono presi in carico dagli acquirenti che li fanno maturare, anche à façon, e poi li imbottigliano.

Ecco per noi in degustazione un Volnay 2012 1er Cru Cuvée Blondeau, elaborato da Louis Jadot per Gúrus Wine Selection. Caso ha voluto che all’Eco del Mare di Albinea (RE) il sommelier Sabatino Sorrentino ce lo avesse, quindi eccoci qui a dire che è un Pinot nero coi fiocchi, anzi infiocchettato.

Ha colore rubino ben concentrato per un noir del 2012. Questo ci attizza molto in prospettiva gusto olfattiva. Elegantissimo il suo fruttato di ciliegia, una ciliegia che sembra maturata in pianta, anziché in cella come accade per molti premier. Una ciliegia succosa, che pur confondendosi con un po’ di foglia verdeggiante e della spezia dispettosamente graziosa di vaniglina e dolce tostato (com’è bella giovinezza), fa ben presagire nella succosità della freschezza. Ha palato tannico, ha grande tessitura vellutata questo tannino, che non s’attarda a diventar rugoso, ma si blocca sulla papille, si stratifica in consistenza, e si solidifica in struttura, costruisce piani di sapori. C’è il senso vero del pinot, quello che in Borgogna chiamano sensazione di fruits à noyau, intendendo con ciò un rimando al nocciolo della ciliegia, piuttosto che della susina rossa o della nettarina matura. Il gusto ha anche un che di arancia sanguigna. L’alcol, 13%, crea un effetto corroborante scevro da spigolature caloriche; d'altronde la Maison Jadot ci sa fare nel comporre l’immediatezza dell’equilibrio, senza pregiudicare l’appeal della resistenza al tempo da trascorrere in vetro. Un vino davvero sopra le righe questo Volnay 2012 dell’Hospices de Beaune, un acquisto ben centrato per una giusta causa, e una causa giusta è l’averlo degustato. Ah! A proposito, diamogli un punteggio: vai con il 90/100, senza abbondare.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)