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venerdì 17 novembre 2017 10:00:00

William e John Graham fondarono la “Graham’s Porto” nel 1820 distinguendosi immediatamente nella ricerca di perfezionare al meglio ogni passaggio del processo produttivo. Anche con l’ultimo cambio di proprietà, avvenuto nel 1970, con l’avvento dei Symington, l’attenzione verso il raggiungimento dell’eccellenza con s’è arrestata.

I vigneti del Porto vivono in un particolare ecosistema viticolo, con primo attore il suolo scistoso, molto drenante, e una condizione pluviale unica per bassissima caduta di acqua. Probabilmente si può considerare il Porto viticolo come una delle più aride regioni del mondo in cui non si pratica irrigazione.

Ciò porta  a basse rese, la pianta nutre pochi grappoli che si concentrano di moltissimi flavor, mentre la buccia delle uve alquanto spessa ne impedisce la disidratazione.  Sono i vigneti con le altitudini più basse che consentono alla Graham’s di selezionare al meglio le uve da destinare al loro Porto, sfruttando le vocate esposizione di Quinta dos Malvedos, Quinta do Tua, Quinta da Vila Velha,  Quinta das Lages e Quinta do Vale de Malhadas.

Da questi vigneti viene selezionato un 35% come potenziale Porto Vintage, poi un’altra selezione ne fa restare il 10%, tutto il rimanente crea il  blend del “Six Grapes”.

Non  fatevi ingannare dal nome “sei uve”, e quindi credere che dentro ce ne siano solo sei, non è così. Il nome risale agli anni in cui il Porto era molto commercializzato in botte e ogni botte era siglata per riconoscerne provenienza e quant’altro di tecnico. La Graham’s assegnava anche un valore organolettico e “Six Grapes” era concesso alle migliori partite.

Nell’attuale Porto Graham’s Six Grapes le uve dominanti sono quattro: touriga nacional per la struttura tannica, tinta barroca per il tostato di cioccolato, tinta roriz per il fruttato di lampone, touriga franca per l’aroma di violetta; completano la miscela le cultivar tinta francisca, souzão, tinta cão e tinta amarela. Le uve sono vinificate separatamente e solo dopo che il vino s’è assestato si procede alla miscelazione. Ogni primavera è trasferito nelle cantine di Vila Nova de Gaia, dove matura due/tre anni in botti vecchie e/o in acciaio, quindi aggiunto alla cuvée elaborata l’anno prima e imbottigliato. Questa lavorazione è mirata all’ottenimento di un Porto “fresco”, di facile beva, in un equilibrio dinamico che premia i toni fruttati e un leggero floreale di viola appassita. Spiccano le note di una ciliegia con polpa succosamente saporita, di mora di rovo e prugna sciroppata con un po’ d’alcol, ha un tostato di cioccolato al latte, poi menta fresca e liquirizia. Gusto energico in tannino, con rinfrescate effetto freschezza a bilanciare quel dolce fruttato di ciliegia che è classico nel “Six Grapes”. Da bere subito, non ha bisogno di decantazione, anche a 10 °C in estate, non oltre i 14 °C in inverno. E se volete gioire davvero, usatelo per un bel melone al Porto, magari la prossima estate. Adesso va bene con i dolci a base di farina di castagne e con i marron glacé.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)