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martedì 29 settembre 2015 15:00:00

Al di là del Po, in quella parte di Lombardia in cui la pianura si fa ribelle, e nell’incunearsi tra Piemonte ed Emilia-Romagna s’appuntisce e si trasforma in colline e monti, punzecchiando la Liguria, c’è l’Oltrepò delle colline, della nebbia (ma non come una volta), del vino e le foto di Daniele Marioli “Oltre la Foto” lo simbolizzano distintamente. D’inverno si può “frizzare” per il freddo, raccontava l’oste “Rino” di Brallo di Pregola e il frizzante Croatina vi si adatta al meglio. C’è del sentimento in Oltrepò per la croatina (detta anche bonarda) e quel suo frizzante è un brio più pacato e denso, quindi meno spigoloso dei lambruschi.

Il revival per il frizzante spinge, finalmente, la croatina fuori dal guscio pavese e la restituisce con un immagine accattivante e gioviale. A Rovescala sono propensi a dire che è il loro vitigno, e il vino da croatina può avere la sua miglior forma anche in solitario, sia in versione ferma che frizzante.

A Casteggio, dalla Famiglia Picchi, la croatina di fa bella nella DOC Bonarda Oltrepò Pavese Circe. L’acciaio esalta il frizzante e il fruttato (amarena, prugna e guava), il colore brilla di rubino e porpora, gusto sapido e stuzzicante, freschezza quasi al sapore di lampone, gioioso nella beva, chiusura gustosa.

La Costaiola a Montebello della Battaglia fa una croatina, Giada Oltrepò Pavese Barbera, dalla spuma violacea e cremosa; al naso impatta un che di vegetale, subito sopravanzato dalla succosità della ciliegia e del lampone. Liquidità sottile e cremosa nella CO2, tannino ai minimi termini (va bene così), effetto rinfrescante di acidità e frullato di ciliegia per tutto il fine gusto.

A Rovescala i Fratelli Agnes sono un tutt’uno con la croatina. Il Campo del Monte ha tinta prevalentemente porpora, il profumo si macchia un po’ di geranio, meno male che la fragola è ben dolce, e quasi appassito il petalo di rosa rossa. D’impatto fresco, spumoso ed equilibrato, ha sorso gustoso, crea appetito; il tannino è ininfluente al gusto, così da rifinire un finale di morbidezza. La Cresta dei Griffi, sempre dei Fratelli Agnes, è interpretata con maggior floreale all’olfatto (glicine e viola) e il frutto è più maturo. L’effetto morbido della cremosità è più incisivo, l’acidità è meno rinfrescante, però il gusto nel suo complesso guadagna nel volume corporeo.

Le Fracce esce con la dizione Bonarda dell’Oltrepò Pavese Rubiosa. Intenso ma vivace il rubino con nuance porpora ben marcate, spuma color violetta. Inizialmente prevale all’olfatto l’erba aromatica, a cui succede dello sciroppo di more e del giglio. In bocca si sparge in uno strato sottilissimo, con pizzicore ben sciolto nella freschezza e nella sapidità, tanto da lasciare un ricordo di polpa di ciliegia scura.

È nel complesso una croatina “pavese”, che nella versione frizzante, dà un vino con uno spunto equilibrante che si compone presto e al meglio, così il gusto recupera una certa soffice morbidezza e chiude il finale di bocca con un sapore di frutti “rossi e neri” in bella maturazione.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)