Associazione Italiana Sommelier

 

Fabio Scaglione Miglior Sommelier della Lombardia 2019

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lunedì 20 maggio 2019 09:00:00

Congratulazioni Fabio. Sei il Miglior Sommelier della Lombardia! Dall’ingegneria aerospaziale al vino: non era scontato. Raccontaci.

Grazie per i complimenti!

La passione per il vino è nata durante gli ultimi anni di università. L' impulso finale ad iscrivermi al corso lo diede un amico piemontese che mi fece assaggiare sei diversi vini cercando di farmi cogliere le differenze più marcate. Scelsi AIS principalmente per via dei sommelier in servizio, in occasione del ricevimento del matrimonio di mio cugino, presso un'importante azienda. Probabilmente qualche collega della delegazione di Brescia era fra quelli. Da quando sono entrato a far parte della famiglia di AIS Milano la passione è aumentata ulteriormente; per questo devo ringraziare vivamente tutti i componenti della squadra.

Parliamo un po’ della Lombardia. Un puzzle di zone diverse, fatta di storie differenti e filosofie assortite Non deve essere stato facile prepararti a dovere. Come hai fatto?

La maggior parte delle conoscenze sono dovute alla preparazione necessaria per l' esame degustatori, alla partecipazione a varie serate in AIS Milano, oltre ai vari servizi effettuate. Inoltre numerose visite in cantina, dall'Oltrepò alla Valtellina, passando per la Franciacorta. Per il concorso in special modo i master di preparazione organizzati in questi anni dalla delegazione di Milano sono stati fondamentali.

Ci sono denominazioni, etichette, produttori che apprezzi in particolar modo?

Sarebbe un elenco davvero lungo! Preferisco citare il primo degli assaggi fra quelli che rimangono impressi nella memoria più di altri: era la presentazione della Guida Vitae 2015 e la Cuvée Lucrezia Etichetta Nera 2004 di Castello Bonomi mi lasciò a bocca aperta

E fuori dalla Lombardia?

Elenco ancora più lungo! Nomino giusto una categoria di vini che in questi momento mi sembrano un po' fuori moda: i vini dolci. In particolare due eccellenze calabresi: il Moscato di Saracena ed il Greco di Bianco.

Denominazioni come il Lugana e la Valtellina sono in grande spolvero. Su cosa punteresti per promuoverle al meglio?

Sono denominazioni che stanno facendo molto bene, direi che si promuovono bene tramite eventi sia itineranti sia radicati sul territorio. Trovo ad esempio che la Valtellina Wine Trail (corsa immersa in un paesaggio mozzafiato) sia un' idea vincente, che riesce a dare lustro al territorio avvicinando al mondo del vino persone che altrimenti non avrebbero conosciuto alcune delle eccellenze del territorio.

L’Oltrepò pavese, invece, è scosso da tensioni e disaccordi. Un peccato per una zona che ha moltissimo da offrire. Cosa ne pensi? Quali soluzioni proporresti?

È la zona di Lombardia che produce di gran lunga più vino. È un peccato, da appassionato, vedere così tanto potenziale ancora inespresso. Ho molta fiducia nelle nuove figure che si stanno affermando a livello di realtà grandi e piccole e sono convinto che sapranno trovare la via per promuovere al meglio i prodotti del territorio.

Valcalepio, Garda bresciano, San Colombano al Lambro, Valcamonica. Zone promettenti ma non proprio arcinote. Ti piacciono? Credi abbiano caratteristiche univoche utili per una futura promozione?

Sono zone che ho iniziato a conoscere più nel dettaglio lo scorso maggio. Merito dell' iniziativa di As.Co.Vi.Lo (l’ associazione dei Consorzi Vinicoli Lombardi) che aveva come obiettivo la promozione di tutte le zone della Lombardia presso un' enoteca temporanea in pieno centro a Milano. Diversi prodotti mi hanno colpito, e anche la nostra guida regionale ha premiato diversi vini di questi territori meno noti. Per la promozione sicuramente tutte possono puntare sui territori, il turismo enogastronomico cresce ogni anno ed i consumatori sono sempre più attenti a cosa consumano.

Hai dei suggerimenti per ampliare la conoscenza e l’apprezzamento tra il pubblico del vino della Lombardia?

Credo che spetti a noi addetti ai lavori il compito di dover conoscere e comunicare meglio tutti i prodotti regionali, iniziando dal provare a non farci influenzare dal blasone della denominazione quando degustiamo un vino.

Per i più curiosi. Ti ricordi quali domande ti hanno proposto? Quali abbinamenti sono stati oggetto della prova?

Quest' anno credo che il test fosse più complicato rispetto a quello dell' anno scorso. Domande dello scritto ne ricordo poche: le MGA del Valcalepio Rosso Passito, le IGT della Puglia, gli invecchiamenti minimi di alcuni distillati, mentre il soggetto della relazione era Casimiro Maule. Il playoff prevedeva la degustazione di due vini e diversi abbinamenti (anche con bevande diverse dal vino); la finale una degustazione a etichetta scoperta, altri abbinamenti, decantazione e prova di comunicazione. A complicare ulteriormente il tutto vi erano le richieste dei commensali (ad esempio tre abbinamenti con vini di regioni diverse o un singolo vino da abbinare a un menu di tre portate)

Qual è il tuo prossimo obiettivo come sommelier AIS?

Ho diversi pensieri per la testa ma preferisco non parlarne per ora. Sicuramente continuerò a frequentare il mondo dei concorsi. Oltre al nazionale credo che mi cimenterò in qualche tematico: trovo siano grandi occasioni di crescita personale oltre che professionale.

Gherardo Fabretti

 

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https://aisitalia.it/fabio-scaglione-miglior-sommelier-della-lombardia-2019.aspx