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domenica 26 agosto 2012 10:30:00

La notizia rimbalza direttamente dal Québec, via Borgogna. La Società  dell’Alcol del Québec, SAQ, è una società statale il cui compito è commercializzare le bevande alcoliche e la missione è quella di servire al meglio la popolazione mettendogli a disposizione una grande varietà di prodotti di qualità. Oltre a ciò si è data anche un codice etico, che ad un certo punto riporta: la comunicazione e l’imballaggio non deve essere in alcun modo sessista, associare il prodotto a una prestazione sessuale,  né lasciare intendere che migliora le prodezze o l’attrazione sessuale.
Quando la bottiglia giunge al laboratorio di analisi si attivano due indagini, una interna, quindi chimica e una esterna, osservazione dell’abbigliamento. Quando c’è un dubbio sull’etichetta, parte la segnalazione e si attiveranno le consultazioni sul caso.
A cadere nella rete sono state delle etichette molto espressive di due vigneron, Nicolas Vauthier e Jean-François Ganevat, conosciuto come Fanfan. Le etichette incriminate, peraltro disegnate molto bene, le potete osservare qui a lato.
Il problema è stato risolto senza censurare le immagini. Ogni cliente ha firmato una lettera nella quale è riportato che ha preso visione dell’immagine non convenzionale (sic) con cui è abbigliata la bottiglia e accetta quindi di acquistarlo nella sua versione originale.
Adesso il problema con la SAQ sembra nascere con un’altra etichetta, quella che abbiglia la bottiglia di colui che è considerato l’ultimo vignaiolo di Digione, Jean-Pierre Gérard; egli rappresenta la storia della viticoltura digionese, cioè quei vigneron che facevano due mestieri per vivere, e Jean-Pierre fa il anche il tappezziere. Dalle 35 are di un climat chiamato En Montre Cul (mostra il ****), in combinazione con il giovane viticoltore Cyril Ravaux, escono 1.500 litri di Pinot noir, e oltre al vino Jean-Pierre è orgoglioso dell’etichetta, e allo stesso modo lo sono anche altri proprietari del famoso climat.
La questione con i Canadesi del Quebec sembra in questo caso di facile risoluzione, non si tratta infatti di una interpretazione di immagini, o di un disegno inventato, ma di realtà. Il climat En Montre Cul, che si trova tra Chenove e Digione, ha una pendenza così ripida che si possono osservare le mutandine delle vendemmiatrici nell’atto di tagliare il grappolo. Senza dubbio è un’immagine un po’ svestita per una etichetta che deve presentarsi eticamente convenzionale, però va assolta. Fa parte della manualità del vendemmiare, gradireste forse vedere in etichetta il retro di una vendemmiatrice automatica?

 

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)