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giovedì 8 ottobre 2015 10:00:00

È trascorso più di un anno da quando la creatura enologica del duo Fino, Simona e Gianfranco, è apparsa sul mercato. “ES più sole” è  un Primitivo di Manduria Dolce Naturale che ha completato il suo viaggio enologico con sosta in barrique per un anno e uno in bottiglia.

Si tratta dell’annata 2012, è la seconda annata prodotta da quando l’azienda è in vita (anno 2004).

Come in ogni situazione d’eccellenza che si rispetti, nel corso del 2014 c’è chi è entrato a gamba tesa sul vino rischiando il cartellino rosso da parte di quelli che lo marcano a zona per proteggerlo dalle incursioni dei mediani avversari.

Il seminario Veronelli scrisse in questi termini: “Uno stupefacente esempio dei livelli di assoluta eccellenza che il primitivo può raggiungere”.

Ciò detto, ci mette al riparo da eventuali contraccolpi, perché più di quello è difficile decretare. Noi abbiamo raccolto ES più sole 2012 in uno sperduto locale d’Oriente, dove il “il sol si leva e s’infuoca su sfondo bianco”. Lì ce l’hanno proposto (a un corso per sommelier AIS) come un fruttato magmatico, visto i vulcani e i terremoti a cui sono avvezzi. Così lo è ancora, il suo fruttato, dopo un anno e un viaggio di oltre 9858 km. Impetuosamente ciliegia e mora, sciroppo e pâté, fresca essenza di gelatina, avvolgente e ipnotico, e poi chiodi di garofano, schiacciata all’uva rossa, e altro ancora, come il balsamico e cioccolato al latte. Dà l’impressione che il tempo dei profumi si sia fermato e voglia restare immutabile.

Ha un sorseggio istrionicamente tannico, dolce quel tanto da pensarlo da uva surmatura e da allontanarlo dall’appassimento. C’è brio in freschezza e sapidità in dolcezza, quasi una succosità zuccherina, quasi da zuccheri estratti dalla ciliegia. Il volume liquido ha anche una consistenza morbida e saporita, con una miscela di sapori che sembrano uscire da un spicchio di pesca gialla macerata in un vino rosso dolce. Lunghissimo è il finale di bocca, con ventaglio di aromi arabescati in frutta, fiori e spezie. Applausometro a 97/100.

Gaber cantò nel 1963 in Porta Romana: “Un anno è brutto e lungo da passare”. Ecco dopo questo assaggio lo crediamo davvero che un anno senza “ES più sole” sia in quel modo, per cui il refrain anziché “Porta Romana bella, Porta Romana” (che fu di Gaber), sarà meglio che sia “Porta ES+sole”.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)