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venerdì 12 febbraio 2016 12:00:00

I degustatori di vino, quindi anche i consumatori, hanno indole enofile diversissime tra loro, fatto salvo qualche basica interpretazione enologica che investe le classicità: Bordeaux, Barolo, Borgogna, Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Champagne e altro.

La proiezione del mercato del 2016 ha messo sotto la lente di ingrandimento quella parte dell’indole dei consumatori che oltre il classico “bere” (di cui una parte è diventato fonte di investimento enofinanziario), poi cercano qualche vibrazione di esuberante enologia, non sempre e non per forza elitaria. I rumors internazionali, a cui noi italiani siamo molto sensibili, annunciano che alcune fissazioni nel consumo dell’alcol si stanno delineando.

Per il vino, che è poi quello che più ci attira, sembra che i consumatori che s’affacceranno sul mercato abbiano voglia di avventura, e poiché non hanno ancora del tutto una solida conoscenza enologica la loro attenzione sarà attirata anche dal vestito della bottiglia, cioè da etichette meno ufficializzanti. Il design diventerà, per un segmento di consumatori, un’attrazione nella scelta del vino, soprattutto con etichette colorate e spiritose.

Di ciò, delle etichette un po’ fuori dalle righe, ne beneficerà anche la birra, quella da brasserie artigianali, aspetto questo peraltro già in semi-auge anche nel 2015. Alcuni analisti prevedono un incremento del consumo di birra tra le donne, in alternativa a certi vini spumanti.

Se da una parte ci sarà un po’ di avventura nella scelta del vino con etichetta fuori dagli schemi, ciò che ci sarà dentro diventa un po’ meno aschematico e l’avventura sembra consolidarsi, più che avventurarsi, nell’aglianico, nel carménère, nel grüner veltliner, nel verdejo, nell’assyrtiko e nel pinot grigio non italian-conventional, per finire con luccicanti rosé e frizzanti cromaticità al Lambrusco. Che sia l’anno delle straordinarie – e sottovalutate – malvasie in versione semi-sparkling?

L’avventura 2016 investe anche un revival nei grandi formati in versione anti stock, quindi via ai rosati in magnum e al prosecco in vetro colorato, già apparso in versione oro e argento.

Poi c’è la sorpresa, e questa ci piace davvero, ed è la voglia di avventurarsi nell’abbinamento cibo-vino. È un trend sorprendentemente in crescita e il cliente gradisce un cenno professionale nel chiarire il senso di una combinazione tra i sapori di un cibo e quelli di un vino.

Come si nota ci sarà molto lavoro eno-intellettuale per il sommelier nel 2016, e come dicono gli anglofoni: enjoy!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)