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venerdì 22 aprile 2016 11:00:00

Non c’è dubbio, si può azzardare: la Malvasia sta all’Emilia come il Culatello sta a Parma. Qui siamo di fronte a una Malvasia Aromatica di Candia, vino con sfere di CO2 prodotto da Camillo Donati, che ha terreni, vigneti inclusi, da coltivare a Barbiano, giusto vicino a Felino.

Una delle curiosità del vignaiolo Camillo non sta nell’evitare il controllo termico in fermentazione, nel non fare la chiarifica e quant’altro di tecnicamente coadiuvante in cantina e in vigna, sta nel dichiarare che effettua la “frizzantatura”, intendendo con questo termine (immaginiamo) che sia espressione di rifermentazione senza ausilio di lieviti selezionati, enzimi, attivatori e via discorrendo.

Eccoci al vino. Il Mio Malvasia 2014, Malvasia dell’Emilia IGP, Vino Biologico Frizzante, 11,5% vol. Il vitigno è la malvasia aromatica di Candia, quello d’origine Greca.

Spumoso quel tanto da fuorviarci dall’essere in presenza di un vino, la consistenza della stessa  spuma è mediamente compatta, bianca con striature oro. Dorato il colore (si dorato? Embè! Non può esserlo?) con micro bolle nascoste nell’intensità della tinta. Profumo di chicchi di cereali tostati, di fiore di maggiociondolo appassito, di erbaceo, quasi luppolo selvatico, di paglia umida, di confettura di pomodoro verde. Sostanzioso al gusto, con spessore liquido che intrappola quel poco di frizzante che personalizza lo stile enologico, c’è della polpa fruttata matura e sapida, non vuol essere strutturato ma presenziare con la sua succosità aromatica in tutte le sfaccettature gusto-olfattive. Attenzione, è una Malvasia con taglio leggero ma non per questo non resistente allo scorrere del tempo e quindi alla sosta in vetro, così ci sembra. Provatela anche voi!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)