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giovedì 12 aprile 2018 09:00:00

Pedro Ximénez? L’associazione è immediatissima: Sherry!

E tutti lo conosciamo anche per la leggendaria storicità riguardante la sua origine, che partirebbe dalle isole Canarie, per alcuni addirittura da Madeira, poi se ne andò in Germania, in Mosella e nel Rheingau, poi addirittura un tal Pedro Ximén, di professione soldato, lo avrebbe portato in quel di Málaga. Con gli anni la leggenda si è “sleggendata” e nel 2007 gli ampelografi hanno concordato che sia di origine andalusa, discendente di un’uva da tavola araba. E tutti a esaltarlo come un vitigno straordinario per maturazione, per cogliere dall’albariza il meglio della mineralità strutturale e per cedersi alle lusinghe ossidative della flor.

Invece noi tratteremo il PX da un’altra prospettiva e da un'altra sponda del mondo, il Cile. Dalla Valle de Elqui, è una DO, giusto 500 km a nord di Santiago del Cile, in una parte della nazione caratterizzata da semi aridità e stagione fredda, che si traduce in un contrastatissima escursione termica. Da qui arriva un Pedro Ximenex, l’Elkì, vinificato nel tradizionale sistema in bianco, gusto secco, no alcol aggiunto. Dopo la raccolta manuale, il succo è fermentato in ambiente refrigerato, tutto acciaio, no contatto con bucce e fecce fini, per esaltare quella parte del vitigno che il metodo soleras e l’alcol trasformano completamente.

L’Elkì 2017, gradi 13%, ha tinta luccicante e paglierina. All’olfatto miscela delle note agrumate, un po’ limone un po’ lime, con mango e alchechengi, però ciò che attira di più è il tono moscateggiante, un po’ fiore di sambuco, un po’ salvia, che rilascia anche nel finale di bocca. Ha un gusto già equilibrato, con finissima nota sapida, semplice ma gradevole espressione rinfrescante, insomma tutta un’altra idea del PX, un PX andino. Lo produce Viña Falernia, costo circa 11 €. Se lo trovate, vale il sorso.

AIS Staff Writer

 

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)