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venerdì 5 agosto 2011 14:24:00

Dopo il "calcio samba" è arrivato il momento di parlare di "bollicine carioca", anche se questo non farà di certo piacere ai nostri produttori.
Se è vero che sui mercati di tutto il mondo uno dei vini italiani più in voga del momento è il Prosecco, in ogni angolo del pianeta si scoprono casi che ne sfruttano impropriamente il nome e l'immagine. L'ultimo? Viene dal Brasile e porta, ironia della sorte, il cognome di colui che è considerato l'artefice dell'Unità d'Italia: ecco l'Espumante Garibaldi Brut Prosecco, prodotto dalla cooperativa "Vinícola Garibaldi" del Comune brasiliano, appunto, chiamato come il celeberrimo nizzardo. La cittadina dello Stato del Rio Grande do Sul è nata nell'Ottocento da colonie di immigrati italiani, soprattutto veneti, e a partire dall'anno 1900 porta il nome dell'Eroe dei due mondi.
Queste bollicine Made in Brazil sembrano spopolare, tra un samba e una lambada, nei locali più glamour di Rio de Janerio e di tutto il Brasile. Insomma, dopo il "Prisecco" in Germania e la "King Valley Prosecco Road" in Australia, questo è l'ultimo esempio che testimonia come il successo commerciale globale comporti anche l'onere di maggiori tutele legali, che a livello internazionale, però, risultano sempre di difficile attuazione.

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)