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venerdì 13 dicembre 2013 10:30:00

Pézenas è un piccolo comune della Linguadoca-Rossiglione, poco meno di novemila abitanti. Messa in questo modo è di sicuro una cittadina che dice poco in fatto di vino e di turismo, soggiogata da città e territori molto più conosciuti, però, come tante cose c’è un però, e questo però è molto interessante.

Innanzitutto a Pézenas di parla e si fa vino dal VII secolo a.C., grazie ai contatti delle popolazioni locali con civiltà che il vino lo avevano già nel sangue, come gli Etruschi e soprattutto i Greci, quest’ultimi stabilitisi a Marsiglia e ad Agde, popolo quest’ultimo che conosceva bene e da tempo le tecniche di vinificazione.

Così parlando, Pézenas possiede una tradizione vitivinicola millenaria, al pari se non di più di altre più blasonate zone della Francia; però da qui ad assurgere a una fama qualitativa il passo è stato decisamente complicato e ondeggiante, e ancora non è arrivato al traguardo della visibilità.

Eppure i presupposti ci sono tutti.

Gli inverni sono dolci, le estati calde e secche, la pioggia è concentrata tra settembre e dicembre (800 mm annui). L’insolazione media giornaliera è di 7 ore e 22 minuti, (contro una media annua in Francia di 4h 46’): quindi vigna mia fatti capanna.

Eppure il vino ancora stenta, nonostante una certa rigidità e restrizione legislativa, che prevede una resa di 45 hl/ha, gradazione minima 12,5% ed entrata in produzione del vigneto solo al settimo anno. Anche il terreno è ben fornito di materiale adatto alle radici delle viti, si trovano scisti, calcare, ciottoli, depositi alluvionali, ceneri e basalto.

Poi ci sono le uve, solo a bacca rossa: Syrah, Grenache, Mourvèdre, Cinsault e Carignan. O Dio, la produzione non aiuta a superare al meglio la cortina delle altre denominazioni, molto più produttive e con appeal consolidato da anni di appartenenza alla AOC; a Pézenas la giovane età della AOC, 2007, e i 5.000 hl non sono riusciti a infrangere talune barriere, anche se i produttori sono motivati e innovativi.

Ed è infatti di innovazione quello che vogliamo rappresentare del Pézenas, una innovazione che salda la volontà di 29 produttori, unitisi in una specie di cantina cooperativa al contrario.

La volontà è quella di esprimere una interpretazione nuova del cru, una sommatoria di cru i cui addendi sono appunti 29 produttori che mettono sul mercato il melting enologico di tutta la denominazione AOC Pézenas Coteaux du Languedoc.

Il vino si chiama Côté Mas Pézenas – Terroir Fusionnel  edè fatto con il concorso di uve di 29 produttori: le vignerons de l’appellation, recita l’etichetta. Il vino è la fusione di quattro elementi: chi fa e chi parla di vino, i vitigni, i diversi terreni e i diversi microclimi.

Le prime 6.000 bottiglie dell’annata 2012 hanno raggiunto il mercato lo scorso 5 dicembre. Per ora auguriamo a questa brillante idea ogni fortuna e restiamo in paziente attesa di degustare il vino.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)