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venerdì 10 maggio 2019 09:00:00

Coteaux Champenois non ha alcuna affinità con lo Champagne, nonostante sia un’essenziale, e preziosissima, diversificazione della produzione enoica del territorio. Non si tratta di vino rifermentato in bottiglia, ma di vino fermo prodotto nello stesso areale di produzione dello Champagne.

La tradizione di fare vino fermo in questo territorio è antecedente alla nascita dello Champagne ed era prevalentemente elaborato nella versione rosso, impiegando il pinot nero e i suoi parenti e/o affini con la mission (impossibile) di essere l’antagonista del noir di Beaune. Vistosi sconfitto ripiegò (si fa per dire) nella domperignonesca versione “in bianco” (simil vin gris) con annessa un’incontrollata energia carbonica: era la fine del 1600.

La tradizione è restata, e fu oggetto di riconoscimento, con decreto legislativo del 21 agosto 1974, con l’istituzione della AOC Coteaux Champenois, versione rosso, bianco e rosato, quest’ultimi due al confine della rarità assoluta: tanto che si ipotizza circa 700hl di rosso, 120 di bianco e di rosato, non pervenuta. I vini devono essere ottenuti dalle stesse uve autorizzate per lo Champagne ed elaborati in uno dei 635 comuni della Champagne viticola, mentre le uve devono provenire da un’area molto più ristretta, cioè nei 319 comuni in cui devono essere piantate le vigne.

Giusto per chiarire, l’area viticola della AOC Coteaux Champenois s’estende su quattordici regioni: Le Massif de Saint-Thierry , La Butte de Nogent l’Abbesse, La Vallée de la Vesle, La Vallée de l’Ardre ,La Montagne de Reims, La Région d’Epernay, La Vallée de la Marne e le vallate confinanti,  La Vallée du Surmelin, La Côte des Blancs, La Région de Congy – Villevenard, La Côte de Sézanne, La Région de Vitry-le-François, La Butte de Montgueux, La Côte des Bar.

Alla luce di ciò ha destato moltissima curiosità la degustazione del raro Coteaux Champenoise Les Mesnil di Bruno Paillard, annata 2015, bottiglie prodotte 550, 12% vol. Si tratta di un 100% uva chardonnay coltivata nei vigneti grand cru di Les Mesnil. La vinificazione e la successiva maturazione è avvenuta in piccole botti di legno, per un periodo di tempo di circa 24 mesi.

Alla vista si proietta con una vivace cromaticità giallo paglierino, ancora screziata da verdeggianti nuances. Profumo ricco di fragrante tono fruttato e floreale, pesca e narciso su tutti, finissime sono le burrose espressioni odorose e quelle di mandorla bianca dolce, ha spunto di limoncella e note iodate. Il palato si sente impreziosito dal contatto liquido di questo chardonnay, che sviluppa un’acidità delicatamente fresca e una sapidità leziosamente minerale. La trama è sottilissima e soavemente insaporita da un gusto di pesca di vigna e di pompelmo. Finale di bocca con diffusa secchezza ed espansivo retro aroma di gesso, di frutta tropicale e di pepe bianco. 89/100 ben meritati.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)