Statistiche

  • Interventi (1672)
  • Commenti (0)

Archivi

venerdì 24 febbraio 2017 15:30:00

Siamo all’olio extravergine di oliva, non in un’esclusiva boutique della riviera dei fiori, e se dovessimo comparare le due situazioni non saremmo sicuri che l’eccellenza si trovi dalla sola parte della moda.

Hermes è un frantoio, ma anche azienda olivicola, si trova a Penne, in Contrada Planoianni, in quella parte dell’Abruzzo in cui la varietà dritta la fa da padrona, poi sono presenti anche le cultivar castiglionese, carboncella, e l’utilissimo moraiolo.

Oltre al Classico DOP Aprutino Pescarese l’azienda s’è dedicata alle monocultivar, tipo castiglionese e carpineta, però nella campagna olearia 2014 se ne è uscita anche con un olio extravergine di oliva completamente prodotto da varietà coratina.

L’olio che abbiamo degustato è stato quindi ottenuto dalla frangitura del 2014, infatti il lotto indicato in bottiglia è 12/2014, e la canonica frase “da consumarsi preferibilmente entro il” vede indicato 25 maggio 2016.

L’olio in questione non è stato reperito sul mercato, erano alcune bottiglie rimaste al fresco della cantina, e quella degustata era addirittura stata aperta un po’ di tempo fa. In tutto questo c’è un enorme però: siamo nel 2017, e da 8 mesi quest’olio è oltre il suo “da consumarsi entro”.

Tanta curiosità e qualche titubanza, poi, a parte il colore, da cui niente si evince sul fatto della sua evoluzione, eccolo tutto integro al profumo, con l’immediata consapevolezza di “zero difetti”. Ha tutto il suo erbaceo e vegetale, fresco, come rinvigorito da una spruzzata d’acqua gelida: si succedono note d’erba fresca, di foglie, di oliva verdeggiante, di insalata verde, di rucola, finanche un lieve tono di peperone verde. Al gusto c’è una fluidità ben consistente, carica di una sensazione gradevolmente amara, con un equilibrato tra piccante (pepe verde) e dolcezza (mela); il flavor finale è lungo e corredato di rimandi d’erbe aromatiche e rucola.

Un’enorme sorpresa questa resistenza di integrità per questa coratina, che è andata oltre il traguardo legislativo, come a dire: se si è campioni si resta tali anche dopo averlo tagliato, il traguardo.

La sua forma organolettica lo vede ben disposto a condire verdure cotte e grigliate, a impreziosire le zuppe e le minestre di verdure e legumi, se usato in frittura garantisce una sostanza aromatica, mentre potrebbe dare il meglio con una tagliata al rosmarino.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)