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mercoledì 3 luglio 2013 11:15:00

Non è impazzito alcun produttore di vino, non ci sono eno pusher in circolazione, è semplicemente una stravagante interpretazione del vino e di alcune sostanze che da un po’ di tempo stanno cercando di miscelarvi nel tentativo di trovare nuove e sconvolgenti strade di beva. Sembra che la lotta alle nuove bevande, quelle che impazzano in F1, sia in piena fase aggressiva e ormai osare nuovi gusti è un imperativo. Insomma sembra che qualche buontempone enologico stia componendo nuovi spazi del bere, stia tentando un nuovo miscelato.

Da parte nostra non intendiamo addentrarci nella questione, senza prima aver raffreddato l’indole a proteggere il vino, vino.

Il fatto è il seguente. Una casa vinicola Francese, Haussman con sede a Saint-André-de-Cubzac, di fatto posizionata sul mercato bordolese, produttrice di Bordeaux Supérieur, di Bordeaux Blanc, di un Bergerac completamente Bio, s’è lanciata in un’avventura dai contorni ai confini dell’enologia ufficiale: è uscita sul mercato con un vino chiamato Rouge Sucette Cola.

Con questo vino si dà ufficialmente il via alla Coke Generation, affermano gli interessati. La bevanda è da bere super ghiaccia (forse anche con cubetti di ghiaccio, ndr) è fatta con 75% di uva, 25 % acqua, zucchero e “Cola”; forse non siamo nemmeno al limite del vino aromatizzato.

Ha un gusto dolciastro per via della Cola (a detta degli Haussman) che trova bilanciamento ideale con l’amaricante del vino. Test effettuati indicano che è un gusto destinato ad attrarre le donne e i consumatori asiatici.

Luglio 2013 sarà il mese del lancio mondiale e ufficiale. Già le bevande energizer iniziano a preoccuparsi, invece i convenzionali (bio e non bio in questo caso) produttori di vino stanno affacciati alla finestra a meditare.

E un po’ di meditazione non può fare che bene, non certo per il Rouge Sucette, ma per un certo sventolamento di gusto dolce che sta soffiando sulle nuove tendenze  del bere.

Il gusto dolce è in ascesa, basta analizzare i dati USA, e non è il solo Moscato a correre su quei binari, molti vini rossi stanno affacciandosi sugli scaffali dei supermarket, e certi mercati hanno recuperato il consumo dello zucchero che avevano lasciato prima del 1990, per avvicinarsi ai dolcificanti meno calorici, ma anche meno gradevoli.

Oggi sembra che l’inversione di tendenza si sia avviata, e questo può essere foriero di uno spiraglio di luce per moltissimi vini dolci dalla beva meno easy: la crisi Sauternes insegna.

Però, a dire il vero, la tradizione di miscelare la Cola (Coca) con il vino non è una novità, in certe nazioni è alquanto tradizionale, forse per mascherare le incertezze di alcuni gusti o per trascinare l’essere alternativo su un piano di trasgressione gustativa di incerto buon fine.

Una domanda vorremmo farla agli Haussman: se ci tuffiamo una fetta di limone o di arancio, non è mica che ne depauperiamo il valore?

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)