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mercoledì 31 maggio 2017 17:00:00

Peter Sölva è vino dal 1731 e un po’ della fama del territorio di Caldaro è anche merito suo. È un’azienda familiare in cui sono susseguite generazioni su generazioni senza mai distrarsi dalla meta enologica: fare vini d’eccellenza. L’azienda si cimenta in tre linee enologiche: i vigneti classici, DeSilva le vecchie vigne e Amistar la tradizione. Il Pinot bianco in cui ci siamo imbattuti è una DOC Südtirol, l’annata 2015 e la linea enologica è DeSilva. Il nome DeSilva sembra estraneo al contesto alto atesino, in realtà è radicato a fondo nella storia dell’azienda, perché è un loro antenato, di nome Andreas che nel 1200 giunse in zona per lavorare il vigneto. Poi con il succedersi delle stagioni il nome si trasformò in Sölva, la ragione? Non c’è una ragione.

Però questo Pinot bianco è tutta una ragione di esistere, a iniziare delle viti che hanno 50 anni di età e alloggiano su un altipiano a 500 metri sul livello del mare, mentre alcune sfiorano i 570. Il suolo è tutta argilla, sassi e sabbia. Tutto è macerato a freddo, la temperatura di  fermentazione non oltrepassa i 15 °C, poi sta sulle sue fecce fini sino all’imbottigliamento.

Il liquido brilla di un giallo verdolino, i profumi lasciano coesistere la natura alpina con la natura mediterranea: limone di Sorrento, mela trentina, erbe alpine e albicocca fresca, mandorla bianca e mallo di noce, il tutto intriso di una fragranza piena di purezza. Il gusto ha uno spessore liquido talmente sottile che dire vellutato è un eufemismo. Ha un tono sapido/minerale che stempera lo spunto della freschezza, ma soprattutto lascia un ricordo straordinario nella persistenza gusto olfattiva, rilasciando una corrispondenza tra profumo diretto e aroma di bocca che non sempre è dietro l’angolo. Ha già raggiunto il proprio equilibrio gustativo e lo segnala non con l’effetto morbido ma con la continuità sapida (quasi salina), sorprendente – in positivo – la chiusura minerale, di boro. È vino da piatti di pesce delicatamente salsati e sfumatamente piccanti: uno spaghetto alle vongole selvagge con punta di peperoncino, un spaghetto alla bottarga, un pacchero alla Trabaccolara.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)