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martedì 26 febbraio 2013 11:30:00

Il primo febbraio 2013 è entrata ufficialmente in vigore la prima DOP della Cina, si tratta della denominazione Mont Helan, nella regione autonoma di Ningxia.

Mont Helan fa parte di quei nove vigneti considerati i più qualitativi in Cina, per alcuni viene dietro Changli nella provincia di Hebei e di Yantai nella provincia di Shandong.

Mentre le ultime due non si sono ancora date una regolamentazione, Mont Helan spera con questa ufficializzazione di tutela geografica di poter competere con loro per il primato.

La regione di Ningxia è situata al centro della Cina e il suo terroir ha tutte le potenzialità per creare vini di un superiore interesse.

Innanzitutto l’altitudine dei vigneti, 1.200 mt slm, ai piedi del Monte Helan (3.556 mt). La latitudine è quella di Bordeaux, però qui ci sono 200 mm di pioggia l’anno, le stagioni sono ancora ben distinte e ci sono 3.000 ore di sole all’anno. Il terreno poi è un toccasana. Il suolo è alluvionale, scivolato dalla montagna fino alla pianura, consiste in sabbia, scisti e piccoli ciottoli. Le calde giornate d’estate, 29°C durante il giorno, scendono a 17° la notte, per cui di giorno ci sono tutte le condizioni per un’ottimale maturazione dei frutti e il freddo notturno aiuta a preservare i profumi. Talvolta gli inverni sono così freddi che le viti per essere protette dal gelo devono essere interrate. Il vitigno più piantato è il Cabernet Sauvignon, e non poteva essere altrimenti visto che il più esperto wine-maker ha studiato a Bordeaux; per cui a completate il “taglio bordolese” si trova anche il Merlot e il Cabernet Franc, infine anche un’uva chiamata Chinese Cabernet, cioè il Cabernet gernischt o Cabernet G.

In fatto di uve bianche si è puntato molto sul Moscato, poi Riesling e l’immancabile Chardonnay.

I primi vagiti organolettici sono stati analizzati in Inghilterra lo scorso anno e i risultati, a detta di titolati giornalisti, sono molto sorprendenti: in positivo s’intende.

Soprattutto i vini base di Cabernet Sauvignon hanno impressionato, per via di quella non immediata riconducibilità erbacea e vegetale che talvolta crea un effetto contaminante nel Médoc. I tannini sono ben levigati dall’uso della barrique e comunque tutti i polifenoli riescono a maturare ottimamente visto il clima sotto il Monte Helan.

Insomma una DOP, questa Mont Helan, da tenere sott’occhio, se non altro per rispettare una nazione che si prevede possa diventare un top consumer e producer entro i prossimi 25 anni.

Alcuni produttori di vino hanno salutato con entusiasmo l’avvento della DOP Monte Helan, se non altro perché vi intravedono la possibilità che tutta la Cina inizi a rispettare le denominazioni di tutto il mondo, a beneficio dei produttori e dei vignaioli del pianeta vino.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)