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martedì 16 febbraio 2016 12:00:00

Il nome evoca una storicità antica, forse anche pre-novecentesca, poi scrutandone il pedigree ci si accorge che è un’azienda molto giovane, fondata nel 1981 da John Graham. Il nome dell’azienda deriva invece dal cognome della moglie Caroline Churchill.

Il salto enologico lo concretizzarono con l’acquisto del vigneto Quinta da Gricha (50 ha) nella preziosa sub-regione Cima Corgo.

È relativamente facile inneggiare alle specifiche qualità dei Porto in versione rossa, cosa più  complicata è avere a disposizione della materia bianca per elogiarne lo stile organolettico.

Per la verità alcuni mesi fa scrivemmo di un Porto bianco, esaltandone la non stagionatura dell’affinamento, per cui ne apprezzammo l’immediatezza ancorché intrisa di naturale alcolicità.

Churchill’s Port ha fatto qualcosa di diverso, il suo White Port fa un viaggio non colorato di oro ma di ambra, un giallo ambrato brillante, riporta in etichetta la data di imbottigliamento, in  questo caso 2015.

Le uve impiegate sono viosinho, rabigato, fina e côdega e sono coltivate in alto, sul picco della Cima Corgo, dove non si arrostiscono del tutto e proiettano il loro futuro olfattivo con un tono fruttato che si salva dall’avvolgenza alcolica. L’olfatto miscela profumi di marmellata, di confettura di susina gialla, di spezie orientali, di pepe bianco e di leggerissima e raffinata propoli. Ha un sapore non convenzionale se lo si pensa in “bianco”, con dolcezza poco espressiva, morbidezza sostanziosa, alcol in equilibrio con una sapidità a cui non manca il contributo di una spinta fresca e di un po’ d’aldeide.

Sono stati i dieci anni di sosta in botti di legno vecchio a restituirgli un’ossidazione molto particolare e ben controllata, che miscela dei toni del moscato di Rivesaltes, con i contorni della Vernaccia di Oristano e del Vin Santo Toscano.

Churchill’s White Port lo si indirizza come aperitivo, così spicca in etichetta. Lo dichiarano dry, ma è tale se la sua temperatura si abbassa, e a parte l’uso come apri pasto è straordinario in abbinamento con il cervello fritto, con formaggi tipo Munster, con fagioli e bottarga e con i saltimbocca alla romana. Provare per credere!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)