Associazione Italiana Sommelier

 

Che stanno bevendo i Tedeschi?

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mercoledì 8 maggio 2013 16:30:00

La domanda ormai circola con insistenza e un certo allarmismo alcolico sta allargandosi ai paesi confinanti, come se cominciasse a svilupparsi quell’effetto contagio che tanto timore incute quando si parla di eccessivo rapporto tra deficit e prodotto interno lordo.

Eppure la Germania è in questo momento un potente motore trainante della propria economia, che nell’impeto di una forza difficile da controllare rischia di stritolare alcune economie periferiche (si dice così) dell’Europa dell’€uro.

Eppure qualcosa si sta incrinando nelle certezze teutoniche, forse non in quelle economiche (speriamo di no, per loro) ma di certo in quelle del mercato della birra.

Il dato è molto sorprendente.  Nel 1976 il consumo pro capite di birra nella Germania era di 151 litri, nel primo quadrimestre del 2013 il consumo di birra si è attestato a 19,9 milioni di ettolitri: mai così in basso da venti anni a questa parte. Su base annua il valore in diminuzione si aggira all’11%; anche l’export s’è affievolito, la caduta è del 13,3%.

La cosa un po’ sorprendente è stata la spiegazione fornita per questa débâcle, e cioè che l’inverno è stato lungo e nevoso e la gente non è uscita. Così dicendo però si evince che non solo non è uscita, ma anche nell’ambito familiare/domestico non sì è bevuta la birra, quindi a ciò ci abbinano anche minori pasti esterni, minor lavoro nei locali, etc. etc.: in Italia questa la chiamiamo crisi!

E se crisi non è, perché quest’inverno i tedeschi si sono rintanati in casa? A questa domanda non abbiamo trovato risposta, nemmeno tra una Pils e una Stout.

Però, c’è un bel però. Nella quantificazione del consumo di birra in rapporto alla popolazione i tedeschi stanno rischiando di scendere dal podio, ormai sono onorevolmente scesi al terzo posto, scavalcati dall’Austria, mentre la Repubblica Ceca non rischia alcun sorpasso: va a tutta birra!

La domanda è ancora senza risposta; noi eno italici speriamo che quel che manca di birra sia diventato vino, soprattutto vino italiano. I dati sembrano confortanti e ottimistici, anche se non è ancora il momento di tirare le somme.

Quasi a braccetto dei tedeschi, sia chiaro in fatto di birra, sembrano affacciarsi gli Inglesi. Anche qui c’è un calo del 5,5% nella vendita di birra nei Pub, notoriamente dei pozzi che dissetano tutta la city. A parte questo dato non positivo, la birra resta comunque la bevanda più venduta nei pub, attestandosi al 68% delle bevande. Un po’ di responsabilità in questo trend rallentato c’è l’ha il vino e un po’ il rinnovato  look del Pub: il Gastro Pub.

Per evitare che il consumo scenda ancora, il governo sta pensando di tagliare l’imposta di circa il 7%, ciò sarebbe un evento super eccezionale, che non accadeva dal 1959.

I dati occupazionali parlano chiaro, se non si trovano delle soluzioni il rischio di veder uscire dal lavoro 600.000 persone (impiegate nei Pub) è sempre più vicino.

In Italia il consumo di vino, che potremmo considerare di valore commerciale, sociale ed economico al pari di ciò che la birra (e il suo indotto) rappresenta per l’Inghilterra, si è ridotto al di sotto della soglia della “povertà” enoica, 40 litri annui, e il governo che ha fatto? Nothing, of course!

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)

https://aisitalia.it/che-stanno-bevendo-i-tedeschi.aspx