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venerdì 3 maggio 2013 10:15:00

di Francesco Rustioni 

 

«Quando nasce un amore non è mai troppo tardi / scende come un bagliore da una stella che guardi / e di stelle nel cuore ce ne sono miliardi».

È bere Champagne! Ma non uno Champagne qualsiasi. È gustare Selosse… è Substance.

Da una sboccatura del 21/12/2010.

 

«Ed è come un bambino che ha bisogno di cure / devi stargli vicino, devi dargli calore / preparargli il cammino il terreno migliore».

Il terreno migliore. È ciò che ci ricorda Jacques Selosse, biodinamico di natura. Per fare una grande uva e quindi un grande Champagne si parte dal terroir. Anselme (il figlio), lo cura con attenzione, facendo penetrare sostanze organiche nel terreno ogni due o tre anni per valorizzarne la composizione.

 

«È un emozione alla gola, da quando nasce a quando vola / che cosa c’è di più celeste di un cielo che ha visto mille tempeste».

L’emozione nasce quando si scopre che Substance nasce da uve chardonnay che fermentano in barrique nuove di rovere merrain, da 228 litri, qui vi sosta per almeno 12 mesi con batonnage per favorirne una maturazione uniforme. L’assemblaggio è creato seguendo il metodo solera.

 

«Farò di te la mia estensione, farò di te il tempo della ragione, / farò di più, farò tutte le cose che vuoi fare tu…»

Selosse ci ricorda che la particolare sinfonia del Substance ha vissuto un periodo a contatto con l’aria durante l’allevamento nelle barrique e poi è stato racchiuso in bottiglia; quindi è consigliabile consumarlo almeno 4/6 mesi dopo la data del dégorgement e dopo l’apertura di lasciarlo un po’ respirare, anche la caraffatura va bene, prima di sorbirlo.

 

«E ti senti capace e non ti puoi più fermare, / come un fiume alla foce che si getta nel mare».

Substance decide di vestirsi di un giallo dorato unico, insieme a un perlage finissimo, quasi invisibile, come se si volesse nascondere. Al naso presenta un corredo di profumi eleganti e sensuali, un complesso di note aromatiche con un ventaglio da pasticceria secca, pan grillé spalmato con burro, poi frutta esotica matura (papaia), agrumi canditi, miele di fiori di tiglio e sale rosa.

È come un fiume alla foce che si getta nel mare, ha un gusto interminabile e ben corrispondente al complesso olfattivo, ci stupisce perché la bollicina, quasi timida, riesce a darci emozioni uniche: setosità, eleganza e seduzione. Percezioni interminabili di uno Champagne unico, che ci fa intuire quanto questa essenza nasca in vigna.

 

«È l’universo che si svela quante parole in una sola / Amore mio immenso e puro ci penso io a farti aver un futuro»

Come Champagne lo vorresti perfetto, ma la perfezione non esiste, per cui qualche critica gli si potrebbe affibbiare, e questo riporta all’Origine, al primo nome del Substance, nome che nasce da un doppio senso, perché Origine è insieme perfezione e imperfezione, in quanto origine, appunto. Questa dicotomica primigenia può svelarsi in tante parole, ma diventa una sola: Amore!

 

«Amore, che sta già chiedendo strada tutta per sé, / farò di te la mia estensione, farò di te il tempo della ragione / farò di più, farò tutte le cose che vuoi fare anche tu».

L’Amore non ha prezzo. È sentirsi in perdita.

 

«Sì. Quando nasce, quando nasce un amore».

Anna Oxa e Substance

Quando nasce un Amore.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)