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lunedì 7 gennaio 2013 14:30:00

Non crediamo che sia possibile evitare un invito come quello del titolo, tanto è vero  che non si fa riferimento a un’offerta di degustazione ma alla conclusione della vendemmia 2012, annualità che non vedrà la produzione del sublime Château d’Yquem.

È stata una scelta dolorosa, afferma la proprietà, però necessaria perché non c’erano le condizioni per offrire quello che Yquem ha sempre offerto: il meglio.

Il vino non avrebbe rispettato gli standard organolettici per essere classificato  premier grand cru classé e questo non è accettabile per la rigida politica qualitativa dell’azienda.

L’annata 2012 è nata quasi storta e la partenza della vendemmia, il 5 di settembre, dava garanzie certe per produrre un vino senza botrytis. Poi la muffa non si è sparsa nelle vigne e i due vitigni che compongono il mix d’Yquem non sono stati baciati dalla muffa nobile in modo compiuto, per cui la decisione era irrinunciabile. No 2012 per Château d’Yquem;  ma altre aziende sembrano sulla stessa strada, per esempio Château Rieussec l’ha già annunciato.

Era dal 1992 che non accadeva una cosa del genere, ed è la decima volta dal 1900 che questo accade: non esiste altro premier grand cru del bordolese che si sia posto queste remore, in questi drastici termini. Sia chiaro, avrebbero forse potuto declassificarne una parte della raccolta, così non è stato e di questo rigore gli va reso pieno onore e merito.

Tutta la produzione è stata veicolata nel vino Y d’Yquem,un vino secco che porta con sé la denominazione Bordeaux Appellation Superieur Contrôllée, la cui fama non è certo uguale a quella del Sauternes.

L’azienda non è nuova a questa produzione, l’iniziò nel 1959 ma non l’ha sviluppata in maniera continuativa. È stato prodotto solo 23 volte, ciò però non gli ha impedito di raggiungere un livello di assoluta espressione di eccellenza.

Tanto per avere un riferimento vi segnaliamo che Y d’Yquem 2011 sfrutta l’incredibile freschezza e florealità del Sauvignon blanc (50%), che apporterà sentori di pompelmo, di frutta tropicale, di basilico, di fiore di sambuco e fiore della vite; al Sémillon (50%) spetta invece il compito di fornire quel fruttato pieno di fruttosio che si trova nella pera, nella pesca bianca e nell’albicocca; è lui che liscia gli artigli aciduli del Sauvignon per renderli dolcemente morbidi, vellutati, in modo che tutta la mineralità del terroir a sud delle Graves s’erga a testimone e paladina d’una sapidità sublime. Il finale di bocca è lunghissimo, dondola tra il non essere vegetale e l’essere floreale, tra mineralità, fruttato e una leggera tostatura: alla prova dei fatti un gerovital aromatico. 94/100 e circa 80 € a bottiglia.

Y d’Yquem 2012 è annunciato con uno stile più “fresco” rispetto alle precedenti versioni; infatti quest’annata sfrutterà la nuova linea di vinificazione, tutta d’acciaio inox, per cui la curiosità e l’attenzione resterà ai massimi livelli.

Invece per coloro che non vorranno sentirsi orfani della nobile muffa del Sauternes, sappiate che il 2011 Yquem sarà un’apoteosi, al pari del 2001, e le previsioni dei punteggi già sfiorano i 99/100.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)