Associazione Italiana Sommelier

 

Champagne Tasting

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lunedì 10 giugno 2013 15:15:00

di Roberto Bellini

82/100 - David Léclapart L’Apôtre 2007

Chardonnay 100% dai vigneti di Trépail, che è 1er cru. Le vigne sono state piantate nel 1946, con conduzione bio e vinificazione biodinamica. Fa legno e pure la malolattica. S’affina sui lieviti per 4/5 anni e non ha zuccheri aggiunti nel dosage.
Con queste aristocratiche premesse l’attesa è molta e un po’ è anche disattesa.
L’offerta olfattiva ha molto effetto cremoso, burroso, di viennoiserie, di pan brioche, di tarte tatin. Un contorno di sciroppo di ananas chiude la complessità olfattiva. Meglio al palato, non solo per la consistenza liquida ben sospinta da un pizzicore rinfrescante e minerale, ma ha anche un finale plasmato su un equilibrato aroma di fiori bianchi (acacia) e polvere di gesso. Da abbinare con le insalate di mare, il carpaccio di baccalà, la tartare di ricciola, le crocchette con i gamberetti.

75/100 - Zoémie de Sousa, Merveille Brut

50% Chardonnay, 40% Pinot Noir, 10% Meunier. Fa tutto acciaio, sosta sui lieviti per due anni, ha un dosaggio di 7 g/l.
Ha la classica fragranza del multimillesimo dalla personalità decadente, aged. Il fruttato è un po’ troppo grigliato e tostato, ne soffre lo spunto della vivacità agrumata, anche se la parte della buccia di limone candita è simpatica. Classica voluminosità citrina e frescheggiante, non è incisivo in sapidità e la chiusura finale ha un amaricante sopra l’asticella. Classico aperitivo.

79/100 - Ruinart Blanc de Blancs

100% Chardonnay, ancora 2009 come cuvée base, vin de réserve  30%, vinificazione tutta in acciaio.
Una volta era “Le Roy” del Blanc, ora è a rango di principe. Certi rimpianti restano.
Ha giallo limone luccicante, come al solito, ma non basta a far splendere oltre l’espressione dolcemente limoncino e cedrata il profumo. La finezza del palato resta quasi impalpabile (solo Ruinart sembra saper dare questo effetto tattile), però la cremosità pecca di personalità sapida e l’effetto dell’acidità fruttata sembra addormentarsi nella dolcezza. Abbinare con fritto di gamberi e calamari, con sauté di cozze e vongole, con zuppetta di calamaretti.

88/100 - Jacques Selosse Les Carelles - Les Mesnil-sur-Oger Extra Brut

100% Chardonnay con cuvée solera degli anni 2003, 2004 e 2005. Fa legno ed ha 2 g/l di zucchero nel dosage: ancora ci si chiede perché?
L’aroma sembra vanigliato, nocciola piemonte, fico bianco secco, crostata di albicocche, ananas, fiori bianchi (quasi gelsomino). Questo amaricante, seppur delicato, non è da Selosse. La freschezza ha il sapore di un fruttato a pasta bianca, dalla pesca alla mela, ha note tostate di pasta frolla e di mandorla bianca dolce, è un po’ fiacco in sapidità e in mineralità, la spina sgrumata non è sinuosa e non scuote il finale di bocca. Resta comunque straordinaria la leggerezza del suo impatto gassoso, sempre aereo e vaporoso.
Qualcosa in più ci sarebbe dovuto essere. Abbinare con spaghetti allo scoglio, tagliatelline agli asparagi, insalata di ovuli.

 

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