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lunedì 20 maggio 2013 16:00:00

Un po’ di tempo fa l’Ipsos decise di fare un’inchiesta per conto di una catena di vendita di vino on line, sull’universo Champagne e per approfondire alcune sfaccettature di approvvigionamento del prodotto, sviscerando anche alcune emozionalità umane.

In merito all’acquisto, il 75% dei Francesi trova che è molto difficile scegliere uno Champagne e di questi il 51%  afferma che è altrettanto difficoltoso trovare un buon Champagne.

Alla domanda inerente il consumo dello Champagne a pasto, solo il 17% risponde che lo consuma e lo abbina a tutto il pasto, mentre il 58% lo desirerebbe fare, ma non è sicura del buon appeal tra pietanza e vino.

Lo Champagne non è un vino che il consumatore acquista per mantenere in cantina, infatti il 48% lo acquista solo qualche giorno prima della data prevista per il consumo.

La maggioranza dei francesi non è assolutamente contenta delle informazioni che sono fornite per abbinare lo Champagne al cibo, è un segmento informativo/educativo a cui le Maison ancora non hanno destinato la loro attenzione, limitandosi, di fatto, a suggerire il consumo come aperitivo.

La questione è cosi male espressa che solo il 17%, di chi consuma vino, ritiene che lo Champagne abbia le potenzialità qualitative e organolettiche per essere abbinato con il formaggio. A scanso di equivoci sarà utile dettagliare un passaggio nodale di questa informazione, e cioè di cosa si intende per consumatore abituale di Champagne: ebbene è consumatore abituale, in Francia, colui che consuma Champagne almeno uno volta al mese.

In linea generale i francesi sono molto ammaliati dalla parola Champagne, dall’idea di questo prodotto che riesce a presenziare al meglio i momenti felici della quotidianità, esaltandone l’essenzialità emozionale. Nonostante la poco positiva situazione economica generale, i francesi ritengono ancora essenziale, sono l’85%, di dover brindare con lo Champagne in tutte le convivialità cerimoniali, incluse le festività comandate.

Quando lo Champagne viene calato nell’universo dei rapporti umani e lo si interpreta come accompagnatore di emozionalità più calde, più interpersonali, spesso con coinvolgimenti che investono certe complicità, ebbene in questo caso lo Champagne per il 62% dei consumatori di vino rappresenta al meglio, o lo si coinvolge con grande appeal, all’amore, all’erotismo, alle avventure, al piacere, a certi più o meno celati stimoli a trasgredire e a quel sensualismo che gli sguardi riescono a trasferire tra i sessi. Ciò è valido sia per gli uomini sia per le donne.

Il 26% dei consumatori abituali di vino ha dichiarato di aver accompagnato una notte d’amore con lo Champagne, mentre il 90% lo ritiene un ideale preambolo, suggellando di fatto legame storico con le serate eleganti di Madame Pompadour.

Se da una parte il risultato dell’indagine può essere considerato comunque positivo, dall’altra fa un po’ notizia che lo Champagne sia tutt’ora ancorato all’immagine della festa, del piacere, della celebrazione

La condizione in cui si situa lo Champagne lo rende status symbol, per cui giungere al suo consumo potrebbe non necessariamente significare aver fatto un percorso educativo e formativo nel mondo delle bevande più o meno alcoliche. Non può neppure essere classificato come un vino che cattura le nuove tendenze del bere, perché è risaputo che esprime la classicità e l’eleganza del fruitore, certifica il conseguimento di un risultato sociale, prima ancora che mentale, nel sistema del bere. Secondo lo studio, purtroppo chi acquista vino in Francia è soprattutto l’uomo, a cui manca quella sensibilità femminile per traguardare su nuovi lidi di consumo lo Champagne e il prodotto vino in generale. Sembra infatti che la donna sia più propensa ad accogliere le novità, a curiosare nelle sperimentazioni, a fare domande e a elaborare con migliore razionalità le informazioni che assorbe.

Ecco, il completamento del viaggio dello Champagne verso l’abbinamento totale con il cibo, o passa dalla donna o resta un tragitto incompiuto: così si potrebbe evincere da quest’ultima parte dell’elaborazione dell’analisi.

Morale: mal che vada berremo Champagne.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)