Associazione Italiana Sommelier

 

Champagne 2010-2011, Maison a confronto

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giovedì 13 settembre 2012 12:30:00

Sono stati pubblicati a luglio, da Drink Business, i dati dei volumi delle vendite dello Champagne. Le vendite strappano un anno  da record con 323 milioni di bottiglie spedite, corrispondenti a 4,4 miliardi di euro di giro di affari,  per un incremento del 1,09%  sul numero di pezzi spediti, mentre l’aumento del volume d’affari è del 7%. Dati accettabilissimi in questa situazione complicata.
Al primo posto si posiziona Moët & Chandon, però con un decremento rispetto al 2010 del 15%, e Veuve-Cliquot-Ponsardin, pur mantenendo il secondo gradino registra un decremento del 10%. Al terzo posto spicca la presenza di Nicolas Feuillate, che registra un incremento del 18%. G.H.Mumm e Laurent-Perrier aumentano dello 0,15% e occupano il quarto e il quinto posto. Però G.H.Mumm ha perso una posizione, nel 2010 era terzo, mentre Laurent-Perrier aumenta di un gradino, nel 2010 era sesto. A seguire troviamo Piper-Heidsieck (+2,5%), Taittinger (+1,3%) e Pommery (-1,6%). Una discesa sorprendente l’ha invece fatta Lanson, che è passato dal quinto al nono posto, perdendo il 54%. Infine ultimo della top ten Perrier-Jouët, che segna un incremento dello 0,47%.
Da Nicolas Feuillate ha pagato la strategia del rinnovamento del brand iniziata nel 2009 e conclusasi nel 2011, in concomitanza con il 35° anniversario di vita. Lanson nonostante i 250 di vita festeggiati nel 2010, sta cercando di recuperare appeal nel mercato inglese. Il rinnovamento della linea si dovrebbe concludere nel 2012. Taittinger si è distinta nel 2011 per il nuovo packaging e per il merchandising, quest’ultimo segnato dai nuovi secchielli e dalle colonne per esporli. Perrier-Jouët prosegue invece nella strategia della visibilità, affiancando Alain Ducasse al Beige di Tokyo, innalzandovi così la propria bandiera. G.H.Mumm ha passato il 2011 a coltivare i rapporti con gli chef e a spiegare, in corsi tematici, le varie differenze e interferenze tra gusto, temperature e cibi in abbinamento. Piper-Heidsieck dopo il passaggio di proprietà sta riposizionandosi sul mercato e volge l’attenzione verso la categoria del lusso: come export-house si posiziona già al terzo posto.
Analizzando i dati e soprattutto il decremento 15% di Moët e 10% di Cliquot-Ponsardin, il maggior volume di spedizione complessivo dell’1,09 è stato prodotto dalle Maison più piccole, dalle Cooperative e dai vigneron: un settore quest’ultimo da cui ci si aspetta ancora delle sorprese.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)

https://aisitalia.it/champagne-2010-2011-maison-a-confronto-1.aspx