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giovedì 11 ottobre 2012 10:15:00

di Michele Garbuio 

Dopo aver visitato diverse zone vinicole del mondo, aver ottenuto importanti riconoscimenti nel mondo della sommellerie e aver gestito cantine di grandi alberghi, Michele Garbuio decide di raccontarci la sua zona d’origine per illustrarci i progressi di un’area, dove a suo dire «il vino lo si inizia a vedere in tavola da bambini e ad assaggiare poco dopo!»

«In un momento di difficoltà economica come questo, dove anche il mondo del vino ha subito forti contraccolpi, è opportuno mettere in luce la bravura e l’operato di quei viticoltori che con impegno e dedizione hanno portato questa zona ad essere riconosciuta non solo a livello nazionale ma anche internazionale» afferma il Campione d’Italia AIS 2006.
Da traino ha fatto sicuramente il Prosecco, re indiscusso della zona del trevigiano, che ha avuto il merito di spostare i riflettori enologici al di fuori delle zone più blasonate della produzione italiana. Gli altri vitigni, come Cabernet, Verduzzo Trevigiano, Bianchetta Trevigiana, Incrocio Manzoni 6.0.13, hanno trovato nel trevigiano le condizioni ottimali per ottenere risultati di qualità.
La provincia di Treviso occupa i primi posti in Italia nella produzione di vini di qualità, con molte zone DOC che offrono una vasta gamma di prodotti estremamente diversificata e completa. Sono stati creati percorsi enogastronomici volti a promuovere i prodotti tipici e le bellezze paesaggistiche, che oggi costituiscono una delle più importanti forme di turismo per tutto il Paese. La propensione per questo tipo di turismo è giustificata, oltre che dall’unicità del territorio e dei luoghi d’arte, anche da una notevole varietà e qualità delle produzioni tipiche, promosse attraverso quattro Strade del vino e cinque Consorzi di tutela.
Tra una visita in cantina e una degustazione in un territorio che è capitale mondiale della scarpa sportiva, si possono ammirare i tesori delle splendide ville che i Veneziani costruivano per sovrintendere i lavori delle terre e dei vigneti, andare alla scoperta delle testimonianze della Grande Guerra, visitare antichi borghi medievali, o approfittare della cucina locale che trae pregiata materia prima dai tanti prodotti del territorio come i funghi del Montello, il fagiolo nano di Levada, la ciliegia di Maser, l’olio di oliva DOP Veneto del Grappa.

 

Montello e Colli Asolani è la denominazione per alcuni vini DOC e DOCG prodotti nella provincia di Treviso, tra il Monte Grappa e il fiume Piave, sacro alla patria, che si snoda lungo dolci colline verdi di vigneti e boschi.
Oltre all’Asolo Prosecco Superiore DOCG, che si fregia della denominazione garantita dal 2009, l’area del Montello-Colli Asolani vanta anche un’altra piccola produzione vinicola autoctona di elevata qualità: il Montello Rosso o Montello, DOCG a partire dalla vendemmia 2011, che si basa su vitigni internazionali coltivati in Veneto da più di 60 anni. Lo scopo della DOCG è proprio quella di proporsi sul mercato con vini di grande qualità e con prezzi concorrenziali per la tipologia di prodotto.

I produttori della zona sono diversi e tutti meriterebbero di essere menzionati, ma bisogna operare delle scelte, con la consapevolezza che chi non è presente in queste righe sta facendo ugualmente un grande lavoro.

Bele Casel: piccola realtà che lavora in biologico per produrre principalmente Prosecco e un’etichetta di Merlot. Le bollicine sono i prodotti di punta, raffinate ed eleganti, con buona espressione varietale.

Conte Loredan Gasparini: con il vino di punta Capo di Stato, un taglio bordolese che ha dimostrato come anche i vitigni internazionale trovino spazio in questa zona.

La Colombera: il suo Merlot Riserva Cortì, caratterizzato da buona complessità ed eleganza, sa mantenere le promesse regalando struttura e morbidezza al tempo stesso.

Serafini & Vidotto: azienda che spazia dalla bollicina del Prosecco ai rossi internazionali. La mia preferenza va al Rosso dell’abazia, un taglio bordolese in grado di porsi alla pari al fianco di molti blasonati.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)