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venerdì 9 giugno 2017 11:00:00

Villers-aux-Noeuds è un villaggio della regione Montagne de Reims, incastonato nel terroir Vesle et Ardre. Non è tra i villaggi più conosciuti, ci sono solo 28 ha di vigneti di cui 8,80 ha piantati a pinot meunier. Qui coltiva la vigna Emmauel Brochet dopo averla ripresa nel 1997 dal padre. Il terreno non è male, c’è argilla e limo in superficie, sotto invece domina il gesso. Siamo però nella fascia marina dello Champagne, dove la potenza dei vini base non sempre tocca i massimi livelli. La sua vigna ha un’estensione di appena 2,5 ha, un eno-ago nel grande eno-pagliaio dell’areale champenois.

La vigna è condotto in pieno regime bio, la filosofia sposa l’idea di far maturare le acidità dei vini, anche avvalendosi dell’uso, però non innovativo, delle botti di legno.

Nella parte alta del Mont Benoît, da vigne risalenti al 1962, fu il padre a condurle, è stato raccolto un pinot meunier da selezione massale, che nell’annata 2010 ha avuto una performance straordinaria. Lo Champagne si chiama Les Hauts Meuniers, produttore il vignaiolo Emmanuel Brochet. Si tratta di un extra brut dosato a 2 grammi/litro e le bottiglie prodotte sono solo 1.180.

Ha un impatto visivo che si colora di giallo paglierino con tonalità oro giovane, la fragranza olfattiva è espressione di un mix di frutta tropicale, sottobosco (champignon), pepe bianco e agrumi canditi, marcando più l’effetto della maturità. È invece al gusto che si distacca dall’identità degli altri meunier, sprizzando un’energia di freschezza che assorbe molta sapidità, tracciando una vibrazione sulle papille gustative che l’avvicina ai migliori pinot noir. Il finale di bocca è lunghissimo, con chiusura secca ma non invadente. Grande Champagne.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)