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mercoledì 30 gennaio 2013 15:30:00

10 bianchi 10 della vendemmia 2010

La grandeur del Bordeaux è immancabilmente legata al taglio bordolese, alla classificazione del 1855, alla botrytis del Sauternes e alle ostriche di Arcachon. C’è anche un però, ed è colorato di bianco. La versione del bianco secco è spesso entusiasmante, però è piuttosto rara e attira i più esigenti degustatori, quelli che si sono allontanati dagli stereotipi.

Pessac-Léognan Château La Mission Haut Brion 2010. Sémillon 81%, Sauvignon Blanc 19%. Paglierino dorato. L’aroma è la pura espressione del Sémillon; il floreale è dolce, dal fiore del tiglio al miele, dalla ginestra alla mimosa. La parte fragrante è supportata dal sentore di buccia di limone e raffinata dalle note di composta di mela cotogna, finisce con la nocciola tostata. Ha volume alcolico rilevante, 14,3%, per cui al palato diventa facile avvertire una sensazione cremosa e morbida, che ricorda il gusto del burro e limone, del pompelmo e di frutta tropicale. Non manca l’acidità e nemmeno la sapidità, soprattutto nella parte finale della sensazione gusto olfattiva.   92/100

Pessac-Léognan Château Haut Brion 2010. Sauvignon Blanc 54%, Sémillon 46%. Ha tinta paglierina molto brillante. Il ventaglio odoroso è ampio e articolato: lime, foglie di basilico, ananas, citronella, verbena, frutta a pasta bianca (mela verde), e un imprevisto, ma fine, minerale. Ha un volume liquido consistente e liscio, grazie ai 14,4 gradi di alcool, però l’effetto di calore è ben contrastato dell’acidità del Sauvignon che riesce fondersi con una perfezione così naturale da far risaltare un gusto sapido, tipo lemongrass. La parte finale del gusto del vino è una lunga proposta un po’ agra e un po’ dolce, e chiude con uno spunto di oleosità al limone. 94/100

Bordeaux Château Lynch-Bages 2010. Sauvignon 67%, Sémillon 15%, Muscadelle 2%. Una vivace limpidezza attiva la visione di un colore brillante e paglierino. Vince la gara olfattiva un intenso profumo di agrumi: di limone e di arancio; seguono fiori primaverili, fiore di sambuco, pesca bianca, un po’ di mallo di mandorla e di bosso. Lo spunto in freschezza domina la struttura gustativa, purtroppo la massa alcolica non conclude il bilanciamento, resta un po’ sottotono, per cui l’effetto tattile della consistenza dà un’impressione un po’ diluita. La persistenza aromatica finale è lunga e crea un sapore simile al bon bon acidulo al gusto di limone.  89/100

Pessac-Léognan Domaine de Chevalier 2010. L’assemblaggio di Sauvignon (85%) e Sémillon (15%) è ben equilibrato, tanto da offrire un colore luccicante di paglierino con bordo un po’ verdolino. Ha ancora un notevole scatto olfattivo tutto intriso di agrumi e frutta tropicale: limone, lime, guava e pompelmo. La parte vegetale è espressa dalla verbena e dalla mentuccia fresca. Iris bianco, biancospino e caprifoglio completano con la loro florealità la complessità olfattiva, a cui un inaspettato filo di mineralità cuce uno fiocco di perfezione. Ricco nel gusto, ha tanta acidità senza formare un gusto acidulo, ottimo è il bilanciamento sapido/caldo, lungo finale dall’aroma buccia di pompelmo.  96/100

Bordeaux Pavillon Blanc di Château Margaux 2010. 100% Sauvignon. La lucentezza del colore combina un effetto giallo limone e paglierino dorato. Un’esotica espressione fruttata è anticipata da uno spruzzo di vegetale, foglia di limone e di fico e un po’ di bosso. Nel pieno della fragranza sono i sentori di mela cotogna, spicchio di limone, pesca nettarina, frutto della passione. La complessità è raggiunta per l’apporto finale di pietre bagnate e sale di miniera. Tanta è la sapidità al gusto, un recupero di sensazioni calcaree e saline; la spalla acida è molto rinfrescante, vigorosa, il finale lunghissimo chiude con un gusto e un retro aroma di pera e lyches. 91/100

Pessac-Léognan Château Carbonnieux 2010. 65% Sauvignon, 35% Sémillon. Fotografia visiva tinteggiata di giallo paglierino con trasparenza cristallina. Il profumo avvolge nella propria sostanza agrumata un’indole addolcente, un po’ gelatina di ananas, un po’ gelatina dolce di limone.  Un tocco aromatico erbaceo (quasi foglia di pomodoro) smuove l’equilibrio olfattivo, scomponendolo in ampiezza e scaratterizzandolo nel fruttato, tanto che sembra un ricordo di pesca non matura. La sostanza acida non produce una freschezza continuata, essa si disperde nell’effetto alcolico e ne risente il profilo gustativo della sapidità. Il finale resta comunque attraente pur cedendo in succosità.  85/100

Pessac-Léognan Château de Fieuzal 2010. Sauvignon e Sémillon in parti uguali. Luminoso effetto paglierino con nuances verde limone. Doppio binario olfattivo, con Sémillon che cede odore di gelsomino, di miele millefiori e di cera d’api; il Sauvignon soffia il suo aroma vegetale, fogliaceo e di peperone giallo; la complessità olfattiva chiude con sentori fruttati che rievocano la susina verde e il kiwi. Il solco gustativo dell’acidità annoda la forza della struttura del gusto, dà un senso molto fresco ma non citrino, anzi dopo l’iniziale vitalità agrumata, lascia che nelle sensazioni finali, più inclini a favorire un contributo di elegante morbidezza, s’insinui un progressivo amarognolo. 87/100

Pessac Leognan Château Pape-Clément 2010. 45% Sauvignon blanc, 45% Sémillon, 5% Muscadelle e 5% Sauvignon gris. Giallo semi dorato, luccicante e terso nella riflessione luminosa. Un finissimo iniziale sentore di salvia e di fiore di sambuco precede la parte fruttata: di mela renetta, di pesca selvatica, di mandorla bianca. Un po’ deludente nel tono fresco (da acidità), non che manchi la forza del pH, è la tensione papillare che non viene investita dal carattere austero che ci si attende; ne esce un grip in durezza poco consono alla vendemmia 2010, però riesce a recuperare l’appeal gusto olfattivo per un finale dall’amaricante molto attraente e dalla chiusura pseudo calda. 85/100

Leognac-Péssac Château Malartic-Lagraviére 2010. Sauvignon 85%, Sémillon 15%. I riflessi verdolini resistono a contornare il giallo paglierino. Ha tutto lo stile vegetale del Sauvignon, però il ventaglio delle foglie di bosso, di cassis e di erba medica non contamina il floreale e il fruttato: narciso, convolvolo e fiore della vite, guava, pompelmo e cedro. Ne esce un corredo olfattivo ampio, che lascia spazio anche a note saline di alghe e salfiore di Sicilia. Sostanzioso è il volume della freschezza, alterna un gusto che sfiora un grazioso acidulo con il sapore salino dell’ananas e del mango. La bocca è invasa da una successione di effetti gusto olfattivi a sviluppo agrumato e minerale lungamente espressivi. 92/100

Leognan-Péssac Château La Louvière. Sauvignon 85%, Sémillon 15%. Ha colore che brilla di giallo paglierino. L’aroma è davvero avvolgente, come una brezza floreale (acacia e biancospino) che rinfresca un giorno caldo. Nel tratto fruttato si staglia in complessità la frutta a pasta gialla: albicocca, melone, pesca; e il Sauvignon? Dà sentori di mallo, più mandorla che noce, più foglia di fico che foglia di basilico. Bellamente ricco di grip acidulo, d’una freschezza piccante, al sapore di un ghiacciolo al lime, ma il pizzicore non si trasforma in rugosità ma in sapidità, poi un fortunato, e finale, contributo in morbidezza viene offerto dall’alcool, e la chiusura si fa sorprendentemente cremosa.  91/100

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)