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mercoledì 8 febbraio 2017 11:30:00

Il vero nome è un altro,  quello da cui tutti gli eno-snob si allontanano: Bag in Box. La sua invenzione risale al 1955 e venne impiegato come contenitore di acido per batterie. L’applicazione al vino avvenne in Australia nel 1965, e fu perfezionata nel 1967 da Penfold Wines. Le versioni sono state molteplici, con capacità diverse, munite o meno del dispenser per la mescita.

Ha sempre vissuto, come contenitore per vino, ai margini dell’ufficialità del vetro, anche se certi suoi vantaggi sono indiscussi; è semmai stato molto complicato associarvi un’idea di brand che andasse oltre una qualità definibile accettabile. La notizia che arriva dagli States comincia quindi ad avere i contorni di una sorpresa. Tutto accade perché lo scorso anno un’azienda produttrice di vino in BiB, altrimento detto “Bota Box” ha oltrepassato la soglia dei 5 milioni di casse, in confezione da 3 litri, come fosse una Jéroboam.

Tutto il mix commerciale si gioca sul vino che ha una sostenibilità aziendale/ambientale (aspetto molto sensibile negli USA) e mostra un vitigno che il mercato reputa tra i favoriti: Old Vine Zinfandel (quindi da vite oltre 50 anni), Shiraz, Moscato (che ha forte appeal) e Riesling, tanto per citarne alcuni.

È sorprendente non il successo in generale, che poteva restare anche nell’anonimato dell’informazione, ma il posizionamento come brand nella nazione, collocandosi al 15° posto nella classifica dei vini e contribuendo di fatto alla grande crescita (+28%) del segmento vendita vino senza denominazione di origine, che ancora negli usa si identifica come “table wine”.

Il successo non è per la riconosciuta qualità commerciale e neppure per il rapporto di valore commerciale, sta tutto nel movimento di una massa di consumatori del vino, più o meno trasversale, giovane e anziana, trendy o marginalizzata, che fondendosi sta creando una visibilità di qualità del vino riconosciuta dalla folla. “Questa è la qualità del vino che esce dal giudizio della folla”, ha accennato qualcuno, “è quella maggioranza prima invisibile che s’è destata con l’elezione di Donald Trump”, ha ribattuto qualcun altro. E se il giudizio della folla ha un senso, allora anche il BiB un senso ce l’ha. Oenology meditation.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)