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domenica 23 dicembre 2012 15:30:00

Non si tratta della canzone, né tanto meno di neve, ma di dieci vini bianchi scaturiti dall’aver interrogato lo staff dell’Associazione Italiana Sommelier dislocato nelle regioni d’Italia.
Ne fuoriesce una filosofia di beva con sfaccettature molto particolari, avendoli anche obbligati a fare una selezione con un occhio alla borsa della spesa.

 

Lo staff del settentrione ha indicato i seguenti vini bianchi

Alto Adige Chardonnay 2011, Cantina Produttori San Michele Appiano.
Apprezzabile per il brillante paglierino con riflessi verdolino. Dà il meglio per la sua semplicità fruttata e floreale al naso; per la fresca vivacità al palato che crea sapori di agrumi, nespola e croccante mela verde. Gusto goloso. 83/100

Collio Pinot grigio 2011, Livon.
Luccica di paglierino. Intenso profumo di erbette aromatiche (quasi officinali), segue un deciso sentore di pesca matura e un finale di mallo di noce. Ha freschezza e sapidità da vendere, già volge all’equilibrio. Finale sciccoso.  81/100

Est Est Est di Montefiascono 2011, Poggio del Gelsi, Falesco.
Bello il paglierino con chiara limpidezza. È profumato di fiori bianchi (biancospino e acacia), ha fruttato fresco e un po’ amaricante (mandorla). Al gusto ci lasciamo sedurre dalla sua semplice freschezza e un filo di fruttato nel finale. 80/100

 

Lo staff del centro ha indicato i seguenti vini bianchi

Controguerra Bianco Pligia 2011, Illuminati.
Il suo paglierino già cede al dorato. Corredo olfattivo espresso nel floreale, fruttato e vegetale, spuntano sentori di fiori di campo, di erica e ortica, nel frutto domina il ricordo della mela verde. Delicatamente sapido ed equilibratamente fresco. 82/100

Vermentino di Sardegna Arvali 2010, Ferrucio Deina.
Paglierino con unghia dorata. Esplosivo nel floreale, convolvolo e iris bianco, poi erbe fresche di macchia mediterranea e aroma di pera. Ha una carica sapida che sa di salgemma, già  evidenzia un sottile velluto alla consistenza, il  finale è ammandorlato. 83/100

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico 2011, Titulus, Fazi Battaglia.
La storia siamo noi, cantava De Gregari. La storia è l’anfora di F.B. Paglierino. Fruttato di mela e pesca, finissimo sentore di fiore della vite e leggera foglia di basilico. Acidità rinfrescante, quasi agrumata e chiusura sapida.  80/100

 

Lo staff del meridione ha indicato i seguenti vini

Costa d’Amalfi Per Eva 2010, Tenuta San Francesco.
Il suo giallo paglierino è luccicante. Ha un tono floreale dai ricordi primaverili, mentre il frutto è un po’ più maturo, quasi frutta esotica. Buon impatto gustativo con scambio fresco/sapido su trama morbida, ha un finale all’aroma di mandorla bianca. 83/100

Etna Bianco 2011, Murgo.
Il paglierino trattiene ancora dei riflessi verdolini. Al profumo i ricordi fruttati esprimono note di pera, susina bianca e mela cotogna, il tutto è rifinito da un leggero vegetale. Ha gusto già in equilibrio con spalla sapida e finale amarognolo. 82/100

Bianco Salento 2011, Fiano minutolo e Malvasia, Amastuola.
Il disco del colore si spartisce in paglierino e verdolino. La costante olfattiva è floreale: acacia e fiori di campo; il fruttato a polpa bianca resta un po’ sottotono, mentre fa capolino un po’di mineralità. Sapido e mediamente fresco al gusto, finale d’erbette di campo. 82/100

 

Il decimo vino è stato scelto dallo Staff redazionale

Villa dei Pini Igt Basilicata 2011, Casa Vinicola D’Angelo.
Ha giallo paglierino intenso con bordo dorato. Il profumo è molto fruttato: pera, melone, mela golden; ha un po’ di floreale dalla sfumata sensazione amaricante, tipo iris bianco. Ha acidità di media espressività, buona la sapidità, discretamente piacevole il finale. 82/100

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)