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giovedì 12 settembre 2013 10:15:00

Ma non sarà mica che quest’estate i colpi di caldo abbiano un po’ distratto certi wine-writers?

Leggiamo all’inizio di luglio 2013 su NYtimes.com: «Cheap and Cheerful. Tipico esempio di piacere non costoso di vino, Vinho Verde: un vinellino di facilissima beva del Nordovest del Portogallo  è diventato un simbolo dell’estate di molti americani».

Ultimo dettaglio: costo da 4$ - 14$.

A fine luglio il WSJ riprende l’onda portoghese ed esce con un simpatico articolo intitolato: Vinho Verde,  l’ultimo vino contro il clima caldo.

Tutti i sommelier conoscono il valore organolettico del Vinho Verde, è famoso per la sua vivace e asprina acidità e il suo essere o non essere più o meno neutro dipende esclusivamente dalle varietà di uve che si usano. L’uva Loureiro apporta il floreale, la Trajadura un effetto pseudo termico acido-sapido che vira verso l’acciaio, l’Avesso dà mineralità e morbidezza,  Arinto o Pederña offre un tocco minerale, l’Azal Branco spinge l’acidità perché matura sempre con molta difficoltà e infine l’Alvarinho, il toccasana per la denominazione, per la sua fragranza che miscela floreale e fruttato, per la sapidità salineggiante, per un’idea soffusa di aromaticità che ne permea la personalità olfattiva.

Il bianchissimo blend gradisce la lavorazione in acciaio e una rigorosa temperatura controllata, deve offrirsi bilanciatamente asprino, anche frizzantino e talvolta con un residuo zuccherino (non dichiarato in etichetta) che smorza certi eccessi agrumati e rinforza un po’ l’intensità del profumo.

Bevuto a 6-8°C è davvero un vino sottilissimo nella sua voluminosità liquida, si sente che l’acidità è gradevole, forse graziosa, ma se lo degusta con ponderata misurazione un sommelier alto atesino affermerebbe che è citrino, forse citrico; degustato da un sommelier calabrese, la risposta sarebbe così potenziata in concentrazione acidula che ne omettiamo lo scritto.

I wine-writers e degustatori anglofoni d’inizio articolo stanno chiaramente giocando con il ritorno di un nuovo Portogallo, cercano le alternative nella notizia, affiancando il Vinho Verdes al Porto, al Douro, al Dão e all’Alentejo, che stanno sulla sponda rossa.

Infatti non hanno avuto un colpo di caldo, ma cercano di evitarlo, e lo suggeriscono anche ad altri, invitandoli a non sottovalutare questo Vinho Verde.

A proposito Vinho Verde non è una denominazione bianchista, si trovano anche il rosso e il rosato, non c’è alcun rifermento al colore, ma al fatto di una beva di verde età, quindi quando il vino ha ancora la sua energia in freschezza.

Infine la situazione di beva che ci fa più riflettere: la gradazione alcolica. Il Vinho Verde bianco ha alcool tra 9,5% fino a sfiorare 12,5%.

Potremmo affermare che questo è un altro indizio, un’altra circostanza che fa scricchiolare l’impero delle alte gradazioni alcoliche, quando anche il clima scotta.

Quest’estate infatti si sono divertiti a dividere gli indirizzi di beva, e troviamo da un lato quelli che preferiscono i vini bianchi estivi di corpo sostenuto, opulenti, semi muscolosi (ma non palestrati) e coloro che si sono affidati alla semplicità, all’abito leggero e trasparente, per evitare certe sudorazione da troppo calore, in tutti i sensi.

Il Vinho Verde ha avuto un inaspettato incremento di vendita nei mercati inglesi e americani, in dieci anni è passato da un milione e mezzo di bottiglie a cinque e mezzo, e questi numeri si sono tirati dietro un gusto e un’idea di beva che è stata recepita, assorbita e non s’è stoppata.

Tra le righe degli articoli che citano questo vino si può far uscire una considerazione un po’ più profonda della semplice facilità di beva. Sembra che ci sia un momento di riflessione, che ci si interroghi se tutto questo alcool sia ancora al passo con i tempi del gusto, sia di quello nuovo, che di quello consolidato, che forse si sta anestetizzando.

Se pensiamo ai vini addizionati/aromatizzati/edulcorati e via dicendo che sono arrivati sul mercato internazionale quest’anno, un po’ di ripensamento è d’obbligo.

Ma in Italia si trovano degli sparring partner per il Vinho Verde? La prima idea di risposta è un bel “mah”! Attendiamo che qualcuno ci fughi le incertezze con qualche eloquente esempio.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)