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giovedì 12 maggio 2016 16:30:00

Grande successo per la terza edizione di “Bianca di Puglia”, il festival dei vini bianchi pugliesi, organizzato dall’AIS Bari il 05 maggio u.s. Il Direttivo della Delegazione, e in particolare il Delegato Lello Massa e la Sommelier Angela Giasi, anche quest’anno sono riusciti a coinvolgere istituzioni cittadine e un vasto pubblico in una manifestazione che non ha eguali in Puglia.

Nel suggestivo Fortino di Sant’Antonio più di ottanta cantine pugliesi hanno presentato i loro vini bianchi, in un’atmosfera di calore, socialità e allegria. Distribuiti su 20 postazioni, presiedute da altrettanti sommelier, hanno fatto mostra di sé più di 200 etichette provenienti dall’intero territoriale regionale. I simboli, con i quali, in questa edizione, l’AIS Bari ha voluto riassumere lo spirito di Bianca di Puglia sono stati la pietra, il sole e il mare. Crinali e lame, pietre bianche abbagliate dal sole, rinfrescate  dalle correnti opposte provenienti dell’Adriatico e dello Ionio: questi sono gli elementi del  territorio pugliese che conferiscono “tipicità” alla produzione vinicola. Se ne è parlato, prima dell’apertura dei banchi di assaggio, nel convegno “Bianca di Puglia, la pietra, il sole e il mare, innovazione  sperimentazione” tenutosi presso “Casa Piccinni”. Maestro di cerimonie e moderatore, il giornalista Michele Peragine, il quale, esperto divulgatore della cultura del vino e promotore della attività dei sommelier nella sua rubrica “I sommelier si raccontano” sulla rivista online Agap Puglia, ha introdotto i numerosi ospiti. Dopo il saluto del Presidente Regionale Vito Sante Cecere, il Delegato Lello Massa ha sottolineato lo scopo della manifestazione: valorizzare  la tipicità dei vini bianchi pugliesi e dimostrare che la Puglia è in grado di offrirne un’ampia gamma di elevata qualità. Gradito e apprezzato l’intervento dell’Assessore alla Cultura del Comune di Bari, Silvio  Maselli, il quale, nell’esprimere la propria salutro e la gratitudine ad AIS, ha poi sottolineato la comune radice  tra i termini “cultura” e “ coltura”, per evidenziare che la viticoltura è senza dubbio un’espressione della cultura di un territorio. A seguire hanno portato la propria testimonianza Davide Gangi, Direttore del portale Vinoway,  Marianna Cardone per l’Associazione “Le donne del Vino”, Sebastiano de Corato, presidente del Movimento Turismo del Vino di Puglia, e due rappresentanti delle cantina “Paolo Leo” e della cantina “Cantele” , che hanno raccontato le rispettive iniziative tese alla divulgazione dei vini banchi pugliesi. Il relatore Giuseppe Baldassare ha espresso il proprio plauso alle aziende che hanno investito nella coltivazione dei vitigni a bacca bianca, auspicando un crescente impegno in tal senso, al fine di dimostrare che la Puglia, contrariamente a quello che si ritiene, non è una terra vocata esclusivamente alla produzione di vini rossi. Il convegno si è quindi concluso con un momento di poesia, con la lettura di versi, scritti dalla sommelier Teresa Garofalo e dedicati al vino e alla terra di Puglia.

Gli studi e le statistiche attestano un crescente consumo del vino bianco in generale, in particolare è cambiato il profilo del consumatore: non solo uomini adulti, ma anche i giovani  e donne preferiscono per l’aperitivo un calice di bianco, mentre, a tavola vengono spesso preferiti perche più eleganti e meno alcolici. I bianchi pugliesi sono in grado di soddisfare molte esigenze, alcuni, più freschi e beverini, possono essere serviti come aperitivo, altri, più complessi, si prestano ad accompagnare il pasto, dessert incluso. Il riscontro si è reso possibile con il banchi d’assaggio, dove i nostri sommelier hanno spiegato particolarità e caratteristiche di ogni bottiglia e di ogni zona. La storia della Puglia è espressione anche di pregiati vitigni autoctoni che, in particolare negli ultimi anni, sono stati rivalutati come bombino, verdeca, pampanuto e bianco d’Alessano. Ma la storia continua anche con vitigni non autoctoni, ma di antichissima coltivazione, come il minutolo, il greco, l’aleatico,  i moscati e le malvasie. Infine, c’è la Puglia degli internazionali, come  chardonnay e sauvignon blanc, che alcune aziende hanno impiantato ottenendo risultati di pregio. Ci sono poi alcuni produttori che hanno dato avvio a progetti particolari, proponendo vini bianchi ottenuti da vitigni a bacca rossa (un esempio importante viene dalla zona di Castel del Monte), o altri che hanno voluto valorizzare il territorio collinare, proponendo vini bianchi da vigneti allevati in “altura”, a non meno di 300 metri (da qui il nome progetto Alture).

In ogni caso, tutti i vini, al di là di tradizione e/o di innovazione, presentano una forte territorialità e tipicità, che nel bicchiere si traduce in sentori di frutti bianchi ed erbe mediterranee, regalando al gusto un’immediatezza di freschezza e sapidità. L’auspicio, dunque, è che il lavoro dei produttori, unito alle particolarità del territorio, possano dar vita a vini bianchi non secondi a nessun’altra regione.

Maria Carmela Santoro
Sommelier AIS Puglia

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)