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mercoledì 10 aprile 2013 14:30:00

Il Belgio la presenza delle bollicine, intese come diossido di carbonio, è una costante; è qui che troviamo una delle produzioni più qualitative in fatto di birra; da qualche anno alcuni neo viticoltori hanno deciso di gettarsi sul vino con le bollicine.

Faremo concorrenza allo Champagne, è questo lo slogan (a dir poco avventuroso) che nei venti ettari coltivati a vigna si sente sussurrare, mentre si osserva il perlage del Belgian Sparkling Wine.

Sono ormai dieci anni che il vigneto di Haulchin sforna cuvée da inviare alla presa di spuma, impiegando gli alfieri della Marne: Pinot Noir, Pinot Meunier, Chardonnay. A detta dei coltivatori c’è un terreno ideale per queste uve, qui si trova un sottosuolo calcareo e gessoso identico a quello di alcune zone della Champagne.

Haulchin si trova a pochi km dalla frontiera francese, e sembra sentire le vibrazioni frizzanti della Valle della Marne, laggiù in direzione Sud-Sud Ovest.

È una parte di territorio in cui c’è un’apprezzabile dolcezza del clima, dovuto all’effetto stemperante dell’influenza oceanica. Gli acini riescono a maturare malgrado una pluviometria non del tutto accondiscendente.

Nonostante ciò, e tutto, questo vigneto è di sicuro il vigneto belga per eccellenza, da cui si ottiene davvero un sorprendente vino spumeggiante.

Un certo successo ha avuto la Cuvée Seigneur Ruffus, Blanc de Blancs da solo Chardonnay. Dopo la presa di spuma è lasciato in autolisi per oltre 12 mesi affinché attiri a se quella complessità gusto olfattiva che lo fa distinguere dai cugini Cremant.

Il vino è stato in concorso alla competizione Chardonnay du Monde a Saint-Lager conseguendo una medaglia d’argento, lo stesso è accaduto alle recenti Vinalies Internationales di Parigi.

Due sono le annate in commercio, il 2010 ormai in esaurimento e il 2011 appena uscito. La cosa un po’ strana è il modo con cui il canale Come4News racconta questo vino. Afferma infatti che è disponibile in molti locali stellati del Belgio, ma non cercatelo fuori dai confini nazionali, perché la domanda interna è superiore all’offerta ed esce al prezzo di 15 € a bottiglia.

Che sia un segno del destino?

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)