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lunedì 24 agosto 2015 15:00:00

È il sangue enologico della terra catalana, gloria dei vignaioli “midi”, che vedono nel sole che bacia le vigne il conforto zuccherino per l’acino, e poi quel rubino nero e vivace che si lascia felicemente inquinare dai riflessi biondo topazio o bronzo: Banyuls… toujours Banyuls. C’è adesso una versione enologica di Banyuls che sta scalando l’interesse degustativo dei sommelier: è il “Rimage”.

Il Banyuls si produce nei Pirenei Orientali, appiccicato al confine Spagnolo, nel territorio di quattro comuni: Banyuls-sur-Mer, Cerbère, Collioure e Port-Vendres. Il grenache noir vi concorre per minimo il 50%, seguono i grenache blanc e gris e altre autorizzate. Per anni il suo appeal è stato segnato dal “rancio”, ovvero con un tono di controllata ossidazione; oggi la ventata di gioventù, che trova nella voglia del fruttato un interesse di fruizione, ha creato le condizioni per esaltare il Banyuls Rimage.

Si tratta di un VDN, la fermentazione si fa con l’acino sgranellato, la temperatura è rigorosamente controllata, e a un certo punto, con ancora i chicchi nel mosto, si attua il “mutage sur grains”; non si fa la svinatura, e si lascia tutto in macerazione per qualche settimana. Il “mutage” è l’aggiunta di alcol vinicolo per bloccare la fermentazione e lasciare così un naturale residuo zuccherino, può avvenire prima della fermentazione, durante e dopo, nel caso del Banyuls Rimage avviene in fermentazione. Tutto il processo enologico del Rimage è condotto per evitare ogni processo ossidativo. Il Banuyls Rimage richiama il Porto Vintage, il suo vitigno dominante è il grenache noir (90% min). Può resistere in bottiglia anche per 40-50 anni.

Banyuls Rimage Mise Précoce, Cellier des Templiers 2013 è 100% grenache noir, alcol 16%. Ha colore ben scuro, quasi nero, sull’unghia è evidente la gioventù per le tonalità molto accese porpora e violetta. C’è tutto il fruttato che si vuole: mora, ciliegia, cassis, lampone, prugna e fragola. La sostanza al palato è pastosa e dolce, con punta tannica e bilanciamento sapido, lungo il finale di pâté alla frutta rossa.  88/100.

Banyuls Rimage Domaine La Tour Vieille 2013, 90% grenache  noir, 10% carignan, alcol 16%. Non manca d’intensità colorante, né di consistenza. Al naso unisce sentori di ciliegia e cioccolato, di menta e di liquirizia, di sciroppo di cassis e fiori secchi. Consistenza al limite dell’untuoso, scivola come miele, però con gusto di fico rosso appassito, di prugna alla cannella. È sapido e ha lunga persistenza. 88/100.

Banyuls Rimage Les Clos de Paulilles 2013, 100% grenache noir, alcol 16%. Tinta concentrata, rubino nero e orlo purpureo. Ampia espressione olfattiva di confetture di more, ciliegia e prugna; ha un tocco di caramello, chiodo di garofano e polvere di caffè. Voluminosamente morbido e succosamente dolce, giostra le sue durezze tra un po’ tannico e un’irrompente sapidità. Finale d’aroma sciropposo, ma saporito.  86/100.

Banyuls Rimage “Cuvée Mademoiselle O”, Domaine Piétri-Géraud, 2013, 100% grenache noir, alcol 16%. Veste rubino dal flusso magmatico mentre fluisce nel bevante. Al primo impatto sembra l’odore di crème de cassis e di cioccolato fondente, poi confettura di ciliegie, fiore di lavanda secco e foglie di alloro. Ha dolcezza ben fusa con il tannino e la sapidità, rilascia dei flavor fruttati intensamente liquorosi, come di infusione; lungo e non stucchevole il finale addolcente. 87/100.

Sono vini strutturati, con potenza in morbidezza, però sostenuti da tannino, sapidità e un po’ di freschezza. Serviti a 14 °C sono ok per i dessert, dalla Sachertorte al Brownie, dal Montebianco al Castagnaccio; alcuni chef cuisinier del Roussillon lo suggeriscono (servito a 12 °C) con l’anatra in salsa di fichi, con il rognone… e con il sigaro.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)