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giovedì 28 aprile 2016 14:30:00

I vignaioli dell’Aube si danno molto da fare in questi tempi. Stanno prendendo coscienza (anzi è da tempo che lo fanno) che il loro pinot noir non ha bisogno di confrontarsi con le raffinate rusticità acidule di quello del Nord. Le marne e il calcare del Kimmeridge lo modellano in una freschezza opulenta e meno scorbutica, con una trama gustativa croccante nel frutto e tattilmente rotonda: si potrebbe dire che ha struttura meno ghiaiosa in  mineralità.

Marie Courtin è una Maison, anzi un Domaine, giovincello, è sul mercato delle bollicine dal 2006. Si tratta di un ago in un pagliaio nell’immensa area produttiva della Champagne-Ardenne, ha pochissimi ettari di vigna (3 o giù di lì). La scelta ampelografica è stata intelligente: una sola selezione massale di pinot noir, e in soccorso un po’ di chardonnay e di pinot bianco, quindi tutte le uve stanno – tutte insieme – in un vigneto, alla ricerca di un nuovo terroir.

Résonance è lo Champagne Marie Courtin fatto da sola uva pinot noir, una sola parcella, un solo clone, 13.000 bottiglie. Il vino tocca solo acciaio, e prima del tirage se ne sta per dieci mesi a contatto con le fecce fini, fa malolattica, poi – una volta chiusa la presa di spuma – sosta 18 mesi “sur lattes”; c’è scritto extra-brut in etichetta, ma il dosage aggiunto non ha zucchero.

Ha spiccata componente fruttata all’olfatto, molta pera cotogna e mela rossa; c’è un sottofondo di cioccolato bianco, una dolce liquirizia, un po’ di torrone e felce secca. Un noir distinto e distinguibile dai parenti settentrionali. Il volume liquido del vino ha una cremosità gassosa impressionante, le papille non sono per niente attratte dall’energia carbonica, tutti i sapori scivolano con armoniosità, ognuno rispettoso dell’integrità altrui, cosicché il finale di bocca s’armonizza  (nella media lunghezza) in un equilibrio sospeso tra il flavor dei pasticcini alla marmellata d’agrumi e i bonbon aciduli: davvero un finale allettante per la continuità del sorseggiare.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)