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martedì 11 giugno 2013 12:00:00

È decisamente strano, visto il clima che si respira in Italia, clima meteorologico beninteso, che in qualche parte del mondo la vendemmia 2013 sia già finita. Eppure così è, nonostante la continua variabilità che ha caratterizzato la nostra primavera, ormai prossima a lasciar strada all’estate: infatti non manca molto al solstizio. Un clima così non ci ha fatto minimamente pensare che nell’altro emisfero le cose viticole si siano già concluse.

Noi speriamo che in Italia si avverino a pieno le rime musicali di Pacifico: verrà l’estate sarà nel vento, nel fiato caldo dietro le persiane, nelle campagne gialle consumate, nelle strade vuote.

Ciò significherebbe vigne verdeggianti, acini in salute e pronti a farsi colorare, non come le odierne ciliegie che mostrano una pelle pallidamente rossiccia e uno spento fruttato.

L’Argentina ha già chiuso le porte delle cantine e il vino 2013 sta nascendo; ha avuto una stagione  “fredda” (anche noi la abbiamo emulata), ed i vignaioli hanno dovuto aspettare di più prima che gli acini fossero completamente maturi. Questo sembra non sia stato un problema per le uve rosse, soprattutto il Malbec, meno certezze sembrano esserci per quelle bianche.

Per via della lunga e fresca stagione di maturazione dei frutti, già molti produttori parlano di vini frescheggianti, con uno spunto rinfrescante in acidità e profumi verdeggianti.

La vendemmia è iniziata quasi due settimane più tardi del solito e si è conclusa a metà Aprile. Di buono c’è la resa produttiva, che sembra oltre il 20% rispetto all’anno 2012, mentre i danni da grandine sono stati molto limitati. Mendoza, che ha vigne molto in alto, s’è caratterizzata per un clima stop and go, nel senso di un po’ freddo e un po’ caldo a ciclo variabile, e il ritardo della maturazione ha creato alti livelli di acidità, alcool basso e tannini fini e delicati.

C’è chi ha fatto salti di gioia per un clima così particolare, perché a detta di molti il Malbec avrà finalmente un PH più basso, quindi potenza di freschezza maggiore e vini con struttura più fremente in durezza. Anche i profumi si presenteranno più fragranti, con minor tono sciropposo e il potenziale di affinamento sarà più lungo,

Molti hanno già scommesso sul valore organolettico del Malbec 2013, lo anticipano già succoso al naso e al palato, con un’acidità che rinfrescherà la potenza alcolica e non si trasformerà in una chiusura vegetale. Il colore sarà più vivace pur restando intriso di uno scuro rosso granato con orlo bluette, ma assicurano avrà una “palatabilità” strepitosa.

Non ci resta che attendere!

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)