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giovedì 9 giugno 2016 10:00:00

Il Giro d’Italia è finito, tutto il rosa della maglia ha colorato le strade d’Italia, quasi a lanciar la volata a un’estate 2016 che forse è intenzionata a fare del rosato il proprio colore.

Lo  Château La Sauvageonne di Gérard Bertrand è intenzionato a ritagliarsi uno spazio enologicamente d’un certo interesse nel nuovo panorama in rosa. L’ultimo vino rosato prodotto, un Coteaux du Languedoc AOP, annata 2014, è un mix di uve grenache e mourvèdre, a cui sono stati aggiunte (per stabilizzare in eleganza il ventaglio olfattivo) del viognier per il 5% e del vermentino pere il 7%, e la cosa curiosa è che il vermentino non lo hanno chiamato “rolle”. La vinificazione è classica, poi prende una deviazione meditativa per impreziosire l’architettura organolettica sostando per 6 mesi in legno.

Ne esce un colore rosato in versione cipria e buccia di arancio luccicante, una fusione pastello che nella rifrazione della luce scintilla come la pelle di certe fanciulle in fiore (e di questo ringraziamo Marcel Proust). Questo rosato non rifugge all’amore del degustatore, e qui si stacca dai fiori fanciulleschi di Proust, per offrirsi con florealità estive e con frutta esotica: guava, litchi e mango maturo; ha anche un soffio di mediterraneità con toni di eucalipto ed erbe officinali.

I tasselli morbido/sapidi son ben disposti nella struttura gustativa, la fresca essenza dell’acidità al “dolce” sapore di melone e mandarancio ravviva il finale di bocca. Non estasiante è la lunghezza della persistenza, però ha un atout nella purezza del fruttato.

Ce lo immaginiamo con una salade niçoise o con il tuna sandwich, con una panzanella o un cappon magro.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)