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Altrove De Battè

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mercoledì 2 marzo 2016 15:30:00

C’è vino e vino. C’è quello che aleggia di asta in asta, galleggiando da un acquirente all’altro come un’azione della General Electrics, le cui quotazioni scorrono sui video ventiquattro ore su ventiquattro. C’è poi il vino del quotidiano, quello che parte dallo scaffale della grande distribuzione, entra nel carrello della spesa e accompagna le normalità culinarie. Infine c’è una via di mezzo, una specie di enologia commerciale senza precise frontiere, in cui si trova il tutto del mondo del vino a valore commerciale.

Poi ci sono i vini che si inzuppano nello spirito del viticoltore (e sono sempre più numerosi), che gocciolano di buoni propositi in vigna e in cantina, con la cultura del rispetto per tutto ciò che ci circonda.

Altrove di Walter de Battè da Riomaggiore (Cinque Terre) è un angolo prezioso di vino come cultura, già il nome evoca suggestioni e l’essenza enologica le rinforza.

Walter spiegò nel 2010, in una breve intervista, che il nome “altrove” significa… dove sul Mediterraneo in ogni dove si celano infiniti “altrove”. Già un “altrove” è la cuvée, che impiega bosco, vermentino, rossese bianco, il marsanne e il nizzardo (alias roussanne), un altrove che fonde la Valle del Rodano e la valle del torrente Rio Maggiore.

Un’escursione alla Tenda Rossa di Cerbaia Val di Pesa ci ha fatto incontrare di nuovo questo vino senza annata (un altrove vero?). Giallo oro (quella della spiga del grano), fioca luminosità e naso di paglia umida, poi secca e nel finale fumosa. Ci sono tutte le erbette della macchia mediterranea, la nespola quasi sfatta e qualcosa di alghe di mare. Il viaggio nel palato è un trafficare sapido e succoso, delicatamente fresco, però sostanzioso nel sapore pur non dimensionandosi sul robusto. È vino da bere anche in solitario, magari accompagnandolo dalla lettura di Sri Govida: non può esistere nella mente il concetto di altrove se non esiste anche il concetto di qui. Il qui di Walter de Battè sono le vigne strappate all’erosione e alla fame degli animali, una lotta quasi impari contro o a favore di un “altrove” che vede nel vino stati coscienziali diversi.

AIS Staff Writer

 

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