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lunedì 4 agosto 2014 16:00:00

Il rapporto tra l’alcool e il nostro organismo è molto complicato, tanto che se ci mettiamo a leggere le conseguenze relative all’assunzione di alcool, versione forte bevitore, l’insorgere di una certa apprensione è molto naturale e l’essere sobrio, nel senso di stare al di sotto del limite di legge nel test dell’etilometro è la non essenza del problema.

Più volte abbiamo parlato di un qualcosa capace di impedire di arrivare a sbronzarsi, però nonostante i vari proclami non ci risultano conclamati riconoscimenti scientifici in merito. Eppure è dalla scienza e dagli studiosi che giungono quelle avvisaglie di panacea contro l’effetto dell’alcol; ciò sorprende molto perché l’effetto dell’alcool è comunque determinato dai grammi assunti e questi una volta che sono dentro il nostro corpo, il loro sporco o pulito lavoro lo devono fare.

L’ubriacatura è un’intossicazione acuta da etanolo, che altera le facoltà fisiche e mentali della persona. Si parla di puro etanolo, non di birra, vino, whisky o di liquore, e le conseguenze dell’assunzione nel contenuto in grammi del loro etanolo portano, nella migliore delle ipotesi a eccitazione, arrossamento di viso e occhi, perdita di equilibrio, parlare in modo scoordinato e lessicalmente incomprensibile. È vero che questi effetti sono destinati a esaurirsi con strascichi più o meno spiacevoli, diciamo pure che terminano, ma quell’alcool da qualche parte qualche colpetto interno l’avrà dato.

Per questo motivo divulghiamo la notizia anche dell’ultima scoperta scientifica in fatto di poter bere tanto alcool (quindi abusare) senza diventare sbronzi. Nel dare questa notizia, ci dissociamo anche perché siamo convinti che l’abuso dell’alcool fa sbronzare.

Cosa si sarebbero inventati quelli dell’Università del Texas ad Austin? Ma semplice, dear friends, dei vermi, dei lombrichi, capaci di evitare le sbronze. Si avete capito bene, dei lombrichi! E la foto dei vermetti potrete osservarla su http://cns.utexas.edu, oppure come quella riportata qui, presa da rt.com. Sciogliamo subito un dilemma: non si dovranno mangiare i lombrichi!

Questi simpatici lombrichi sarebbero alcool resistenti, cioè non tutti, ma quelli creati da loro, quindi quelli che sono stati assoggettati ad alcune mutazioni. Per ora hanno focalizzato la loro attenzione ai lombrichi, poi dovrebbero passare alla sperimentazione sui topi e infine giungere a quella sugli uomini.

In pratica è stata fatta una modificazione genetica in tutte quelle parti del loro organismo che lasciano tranquillamente all’alcool  svolgere l’azione intossicante.

A dire il vero lo studio sembrerebbe più profondo del semplice combattere la sbronza, dovrebbe portare a una farmacopea che preverrà i problemi e i disordini dell’organismo dell’uomo conseguente all’abuso di alcool.

Però nell’uso dei farmaci, e tutti lo sappiamo, ci sono sempre delle controindicazioni, che spesso potrebbero essere meno positive dei benefici che dovrebbero produrre. In realtà il tentativo dello studio sembrerebbe dover portare alla conclusione, ma di anni ne devono passare tanti, che il farmaco eviterebbe la voglia di assumere l’alcool oltre un certo quantitativo.

Abbiamo letto ben ben la notizia, e non essendo scienziati al loro pari, ci siamo lasciati una piccola percentuale di spazio cerebrale per dare loro del credito, ma tutto l’altro spaccato intellettuale lo impiegheremo per chiederci perché tentare di evitare la sbronza? Nella sua naturale pericolosità è comunque un rovinosissimo effetto di una naturale conseguenza, il cui rimedio è: basta smettere prima! Meditate!

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)