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martedì 8 settembre 2015 10:15:00

Niente preoccupazioni, non è il remake del film (1984) di John Milius, per cui l’invasione non è armata, come accadeva nel film, ma è enologica.

Albarossa è un vitigno ottenuto dall’incrocio tra lo Chatus (altrimenti detto Nebbiolo di Dronero) x Barbera. Fu ottenuto nel 1938 dal Prof. Dalmasso, ma la sua diffusione è stata alquanto altalenante e la presenza sul mercato non sempre di rilievo. Anno dopo anno l’uva s’è fatta largo nel pullulante panorama dei vitigni piemontesi e nel 2009 ha ottenuto la DOC come Piemonte.

L’Azienda Agricola Castello di Neive lo ha nel suo portfolio, così abbiamo degustato l’Albarossa Piemonte Doc 2011, con gradazione 15,5.

Ha colore intenso, con stratificazione cromatica ancora segnata dal rosso rubino ma contaminata dal rosso granato. Non ha la vivezza della tinta del barbera, però è più fitto nella colorazione del nebbiolo.

Ha profumo un po’ “insolito” per piemontesità (il che non vuol dire negativo), molto frutto “scuro”: mora di rovo, mora di gelso, mirtillo, tutti quasi in versione pâté. Nella parte vegetale si proietta verso effluvi secchi: fieno e foglia di tabacco, però a connotazione dolce. Lo stesso dicasi nello speziato: pepe nero, bastoncini in legno di liquirizia.

La riflessione che ci viene da fare durante l’esame olfattivo è che si tratti di un profumo che nasce con questa compiutezza evolutiva, per offrirsi al degustatore evidenziando la sua personalità temperata.

Anche al gusto c’è una voluminosità liquida con stratificazione morbida che si distende in una sensazione tattile intrisa anche di flavor di frutta a bacca scura quasi gelatinosa, a cui va incontro solo la parte sapido/fresca, quindi nell’equilibrio gusto olfattivo la firma del sapore è in morbidezza. Ha il pregio di esprimere una perfetta corrispondenza olfatto-gustativa, con linearità fruttata diretta e indiretta senza deviazioni di odore/sapore.

Vista la gradazione un po’ impetuosa si dovrà fare attenzione alla temperatura di servizio: meglio indietreggiare a 14° che avvicinarsi ai 18°. Spunta un 86/100 e lo si indirizza ad abbinarsi con carni scure preparate in versione saporita/piccante e con effetto succulenza ben percettibile. Anche certi formaggi stagionati e sostenuti nel sapore possono fargli buona compagnia.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)