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martedì 15 novembre 2016 11:30:00

La vendemmia 2002 fu annata d’eccellenza per l’uva chardonnay, il vino che fu prodotto era destinato a vivere a lungo la sua progressione verso il raggiungimento di un’adeguata combinazione tra essenza evolutiva ed equilibrio nelle durezze.

Molti chef de cave ed enologi la dichiararono un’annata “à garder”: da osservare a lungo.

Ebbene dono 14 anni ci siamo imbattuto in un’annata 2002, prodotta da un innovativo interprete dello spirito dello chardonnay nella Côte des Blancs, forse sarebbe meglio dire “Côte d’Avize”.

Extra Brut Millésime 2002 Grand Cru, Jacques Selosse elaborato da Anselme Selosse. Data di Sboccatura 2012.  Tono cromatico ombreggiato di oro lucido, perlage microscopico e non irruento. L’olfatto è potente nel fruttato, un frutto di marmellata (mandarino) e confettura (pesca  bianca, pesca noce), fiori di ginestra e tiglio, pot-pourri di erbe dolci e aromatiche di tisana, acqua di rose e spezia come vaniglina. La concentricità olfattiva disegna un labirinto di emozioni. Avize = gusto aereo, impalpabile, con acidità sospesa e mineralità segnata da finissima polvere gessosa: così lo raccontavano a fine anni Settanta, quando il gusto sembrava sfiorare l’eccellenza. E nel 2002 è così! Il volume gassoso ha liquidità sapida di ananas stufata e soufflé di mango, un flusso retronasale pieno di variabili fruttate, floreali e speziate, una struggente litania di freschezza resiste con riservatezza lungo tutto il tratto gusto olfattivo.

Ha lineamenti borgognoni, quasi del sud della Côte, se fosse riuscito a chiudere con un tocco minerale avrebbe meritato un 100. Si dovrà accontentare di un 96-98/100 e scusate se è poco.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)