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mercoledì 20 aprile 2016 09:30:00

C’era del fascino innato, istintivo, nella magnum di Flaccianello della Pieve servita per celebrare gli anni 50 del Vinitaly. Il colore blu dell’etichetta emanava una magmaticità aristocratica e l’annata 1987 testimoniava, ammesso che ce ne fosse bisogno, che la Conca d’Oro di Panzano (in Chianti) non fa un sangiovese placcato, ma un sangiovese essenza lui stesso di quel prezioso metallo. Ci sono due Pievi a custodire la natura della Conca, San Leolino e Flacciano, e i rintocchi delle loro campagne hanno sorvegliato e svegliato per millenni uomini e viti.

Tutto Sangiovese. Fu “Super Tuscan” in quegli anni, non per sua scelta, ma per destinazione. Però fu “Super Tuscan” autoctono, per scelta coraggiosamente chiantigiana dei Manetti. L’87 ha fatto barrique Allier e Tronçais per 18 mesi,  poi bottiglia e ancora bottiglia: di magnum ne produssero 800.

Ha cromaticità rosso granato limpidissima, tanto da distrarre l’iride dagli effetti di una consistenza non sostenuta da alcol (uno straordinario 12,5%) ma da polifenoli e minerali. Il ventaglio olfattivo s’allarga in effluvi di spezie orientali, essenze oppiacee, tabacco, cenere da fornace di pipa, humus, ruggine, calcare e argilla. Il sottofondo fruttato ha residualità tostate, caramellate, di mora e ciliegia e di pera cotta nel vino aromatizzata con cannella e scorza di arancia. Il profumo è dilagante. Una costellazione tannica s’apre al palato, crea un sipario gustativo che equilibra le forze della naturalità morbida e dura, con colpi di fioretto che stuzzicano l’energia fresca del vitigno. Ha una personalità in cui la fierezza della chiantigianità ampelografica non dà segni di cedimenti, c’è pura mineralità e sapidità in quel volume liquido che resiste in eleganza con la propria tessitura strutturale ed esplode nel finale, come se esplorasse una galassia schivando le meteoriti dell’ossidazione e della senilità. È un monumento progettato con una eno-genialità ante litteram, un esempio di sostanza non leggera e non robusta che sta sospesa nell’eccellenza.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)