Associazione Italiana Sommelier

 

11 uve per il Mondiale

Statistiche

  • Interventi (1679)
  • Commenti (0)

Archivi

lunedì 9 giugno 2014 14:00:00

Manca poco al campionato del mondo di football. Il Brasile, nonostante le criticità che i media evidenziano, è già in ansiosa fibrillazione, così come lo sono tutte le squadre partecipanti e anche tifosi, che si accingono, perlomeno in Europa, ad abitare le notturne frescure dell’estate imminente, si sentono invadere dai ritmi della samba calcistica.

Il Mondiale del Brasile 2014 ha anche un vino ufficiale: Faces. L’ha ideato e prodotto l’azienda Vinìcola Lidio Carraro di Bento Gonçalves. I Carraro sono di origine veneta e giunsero in Brasile nel 1875.

Non è una notizia nuova, ma vista l’imminenza abbiamo tentato di dare una valenza eno tattica all’impiego dei vitigni che sono l’ossatura della formazione base.

Le uve sono: Teroldego, Nebbiolo, Malbec, Cabernet Sauvignon, Touriga National, Tannat, Pinot Noir, Alicante, Merlot, Nebbiolo, Ancellotta.

Il nostro corrispondente da Belo Horizonte ha scoperto quale sarà il modulo tattico scelto dal mister: il grappolo di Natale di ancellotiana memoria.

A guardia della porta sarà schierato Nebbiolo, la cui peculiarità è quella di evaporare in una folta nebbia langhigiana quando gli avversari si avvicinano alla linea dei 16 metri.

La diagonale difensiva è formata dai centrali Cabernet Sauvignon e Merlot e dagli esterni Tannat e Touriga National.

La scelta è scaturita della volontà di integrare lo spessore tannico del Cabernet con la fluidità del Merlot, in modo da valorizzare le virtù astringenti e aggiranti del Touriga e del Tannat.

La mediana difensiva (3 in linea) si avvale delle preziose elegie fruttate del Teroldego, delle frizzanti elasticità e della freschezza dell’Ancellotta e della sostanza incursiva del Malbec.

Dietro l’unica punta si posizionano l’Alicante e il Pinot Noir. L’Alicante movimenterà una sapidità armoniosa che dovrà in parte regredire in mediana e offendere poi sulla fascia sinistra a sostegno delle incursioni del Malbec; al Pinot Noir il compito di finalizzare, in classe ed eleganza, quelle linee geometriche che la spinta energetica dell’Ancellotta saprà costruire nell’eventuale break difensivo.

Infine la punta, el puntero, il Tempranillo. Mente aperta al fiuto floreale e fruttato, ideale per inquadrare la porta. Grip tannico ideale per scardinare le linee difensive con puntate speziate e ficcanti. Infine personalità versatile all’uvaggio, quindi capace di fondersi e integrarsi con le uve del reparto offensivo.

Che dire? Buon Mondiale e forza Azzurri.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)

https://aisitalia.it/11-uve-per-il-mondiale.aspx