Statistiche

  • Interventi (1678)
  • Commenti (0)

Archivi

lunedì 4 novembre 2013 11:15:00

L’addizione 1+1=3 ci riporta immediatamente a una delle teorie, non certificate, per creare la cuvée champenoise e per anticipare la proiezione del blending dei multi millesimati.

Giusto per chiarire nei limiti del possibile questo discorso, ci torna sempre alla mente ciò che diceva un esperto enologo: se prendiamo due vini, uno di grande qualità e l’altro di media qualità, il vino di grande qualità non migliora il vino di media qualità, però il vino di media qualità peggiora il vino di qualità migliore. E non ho altro da dire su questa faccenda, avrebbe detto Forrest Gump.

L’arte di comporre la cuvée sembra attribuibile al monaco di Hautvillers che risponde al nome di Dom Pierre Perignon.

Sì, lo sanno tutti che mischiava le uve nere dei differenti vigneti dell’abbazia, ma fu da lui che germinò poi l’idea che si sarebbe potuto, in modo ponderato e profetizzante, miscelare i vini, non solo provenienti da uve e vigneti diversi, ma anche di annate diverse. Tutto ciò corrisponderebbe pressappoco all’attuale assemblage champenois.

Nella Valle della Marne si afferma non ci sono soluzioni tecniche o enologiche per  l’assemblage e che è perciò assimilabile a un paradosso eno-matematico, perché la somma degli addendi, cioè 1+1, deve dare 2,5 oppure 3 e non due, mentre 1+1+1 deve risultare maggiore di 3,5.

Questo paradosso, e ogni paradosso lo sappiamo non è spiegabile, è dovuto a una congiunzione di fattori, tra cui molta importanza rivestirà la futura forza della CO2, che può integrarsi o disintegrarsi nel liquido finale con le bollicine.

Umesufantres è un’azienda di Guardiola de Font-Rubí (Barcellona), siamo nel Penedes, zona deputata alla produzione dello sparkling iberico Cava.

Per l’azienda la spiegazione di 1+1= 3 non sarebbe altro che il risultato della somma di differenti sinergie, che inglobano passione, professionalità ed energia creativa: insomma una specie di CO2 intelligente.

Dopo questa introduzione trovarsi di fronte al Cava Brut Nature Especial Gran Reserva 2007 diventa un’impresa ardua, non tanto per il degustatore ma per il vino, perché un annuncio così in pompa magna deve trovare rispondenza nel bevante immacolato e lindo di un bicchiere AIS da degustazione by Bormioli.

Questo Cava è un mix di Xarel-lo (60%) dal vigneto La Pedrera, sito a 350 m slm, con suolo di argilla e calcare, mentre il Pinot Nero (40%) proviene dal vigneto Mas Moió, posto a 400 m slm con suolo in prevalenza argilloso.

La composizione dei suoli è preludio a potenza di gusto, intensità fruttata e contorno floreale.

Il colore è dorato, in piena sintonia con l’evoluzione del vino (si tratta di un 2007), semmai si nota un caldo dorato, come una tonalità che sta un po’ affievolendo la propria lucentezza. Spuma e perlage nella norma, senza eccessi di disordinata esuberanza frizzante, quindi il treno delle bollicine è compassato ma costante.

Profumi compiutamente maturi, ma attenzione non evoluti a tal punto da sembrare in affanno di personalità. Inizialmente l’impatto è di un floreale dolce, tra il fiore di tiglio e il fiore di arancio, come un immaginifico giardino botanico a Granada in cui soleggiano piante di arancio a piena maturazione, dove le note delle spezie arabeggianti si intrinsecano con la fragranza dei biscotti al miele appena sfornati.

 Il palato riceve però una sferzata di esuberanza acidula, dovuta soprattutto allo Xarel-lo, che getta nella mischia dei sapori la propria essenza di selvatico fruttato, di ribes rosso e bianco.

Questa combinazione energizza le papille gustative, ma non impedisce che il finale di gusto si sciolga in una suadente, cremosa e burrosa morbidezza, sembra pappa reale, come a creare un equilibrio gustativo dalla natura nordica. Insomma è un Cava opulento, a cui manca quel pizzico di mineralità che lo distinguerebbe e distanzierebbe di gran lunga da tutti gli atri.

Abbinamenti: Aragosta alla Catalana, Risotto ai frutti di mare, Carpaccio di branzino, Pesce bianco arrosto con salsa maionese.

AIS Staff Writer

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)