Statistiche

  • Interventi (3)
  • Commenti (0)
venerdì 18 ottobre 2013 16:45:00

di Marco Starace 

Amo i colori dell’autunno, amo il colore oro delle foglie, amo il fresco che mi ricorda che l’estate è finita, amo l’autunno perché mi riporta alla realtà dopo un’estate di sogni.

Novità dell’autunno il “Punch Serie d’Oro No. 2” presentato all’evento “Primera Emoción” svoltasi ad Ischia nella splendida cornice del ristorante stellato “Indaco” capitanato dallo chef Pasquale Palamaro.

La due giorni dedicati al fumo lento organizzata per il secondo anno consecutivo da Diadema Spa, Tabaccheria T-chic ed Ischia Cigar Club ha visto protagonista per la prima volta in Italia come edizione limitata 2013 un formato Campana (lunghezza 140 mm – cepo 52) della marca Punch.

Punch è una delle marche storiche di Habanos, mai uscita con un’edizione limitata né con una vitola di questo tipo, una vera novità per l’Italia che ha numerosi appassionati di puros cubani. La receta della ligada come in ogni puros che si rispetti viene tutta dalla zona DOP di Cuba Vuelta Abajo con le foglie di capa, capote e tripa rigorosamente invecchiate minimo due anni e ciliegina sulla torta le foglie utilizzate per la capa vengono raccolte dal piano fogliare più pregiato, quello più alto, in modo da garantire un colore più scuro della capa a fine maturazione ma anche un sapore più deciso.

I Sigari della marca Punch, inizialmente prodotti in Vuelta Abajo nella fabbrica di Hoyo de Monterrey vengono oggi prodotti nella fabbrica La Corona, che da sempre ha visto la nascita di Montecristo , H. Hupmann, Vegas Robaina, Por Larrañaga e San Cristobal de la Habana.

I sigari si presentano nel classico box habilitado da 25 sigari.

Curioso l’origine della marca, voluta da Don Juan Don Manuel López de Juan Valle y Cia, la scelta di un’icona della satira inglese “Punch” (il nostro pulcinella) voluta per commercializzare i preziosi manufatti nel mercato Inglese.

In Italia, per esempio, dedichiamo al nostro amato stortignaccolo, nato per il popolino, nomi di eroi del passato o di grandi uomini e nella degustazione seguendo la scuola anglofona cerchiamo tutte le sfumature nel gusto, nell’aroma e nel tatto. A Cuba, i puros, vere opere d’arte in tema di manufatti, devono soltanto sapere di “tabacco” e spesso i nomi delle aziende, vedi Punch, o le vitolas de salida sono irriverenti, divertenti o celebrativi, semplici e immediate così come il popolo di Cuba.

 

La nostra degustazione del “Punch Serie d’Oro No. 2”

Inizio fumata umidità tra il 65 e il 70%
Fascia di un bel colorado scuro.
Al tatto la fascia è setosa e senza difetti.
Il sigaro in quanto giovanissimo necessita di un taglio effettuato con forbici, lasciando un camino abbastanza generoso, in modo che la bocca riceva sufficiente fumo e dare al sigaro la possibilità di ossigenarsi senza rilasciare residui ammoniacali.

1° tercio
Sigaro fresco ma con un’ottima combustione, sentori di pepe chiaro, fumo ricco e denso che denota l'età e un ripieno ben assemblato, gusto che si conferma per tutta la durata del primo tercio armonico ed equilibrato.

2° tercio
Permane la ricchezza di aromi con note leggere di cacao chiaro appena dolciastre, tuttavia inizia ad avvertirsi una discreta forza.
L’evoluzione quasi a metà sigaro è corta, e solo nel terzo tercio il sigaro esprime i sentori di tabacco, cuoio e terra tipici dei migliori tabacchi di Vuelta Abajo.
Tempo di fumata di 50 minuti.
Sigaro per tutti.
Ottimo dopo una cena leggera.
Si consiglia l’invecchiamento in humidor di almeno un anno.

 

Un “Punch Serie d’Oro No. 2” è stato degustato in abbinamento ad uno sherry Pedro Ximénez, vino liquoroso particolarissimo per struttura ed eleganza ottenuto da uve Pedro Ximénez allevate nei terreni ricchi di sedimenti gessosi detti Albariza, posti a nord di Jerez de la Frontera in Spagna e invecchiati utilizzando il metodo tradizionale Andaluso delle criaderas y soleras.

Il metodo classico di criaderas y soleras è un sistema d’invecchiamento dei vini che consiste nel disporre a piramide delle botti di rovere della capienza massima di 1.000 litri.
A ogni criadera corrisponde un’età diversa del vino, la più vecchia (solera) è quella posta alla base della piramide. Per l’imbottigliamento si estrae una porzione da ogni botte di quelle che compongono la solera, riempendo il vuoto rimasto con un’uguale quantità proveniente dalla 1ª criadera, e così con le successive, fino ad arrivare all’ultimo livello che contiene i vini più giovani.
L'anno in etichetta indica l'anno di costituzione della solera.

 

© Associazione Italiana Sommelier (ed altri contributi)